Non c'è pace per chi cerca casa, a Lugano l'aumento maggiore degli affitti

Affitti in Svizzera, la corsa non si ferma: Lugano guida gli aumenti con un +3,8% mensile.
BERNA/LUGANO - Malgrado un calo della pressione migratoria e la flessione del tasso ipotecario di riferimento gli affitti si confermano in sensibile aumento in Svizzera: in dicembre le pigioni degli appartamenti nuovi o nuovamente affittati - si parla solo di quelle, non dei contratti in essere - sono aumentate dello 0,4%, mentre nello spazio di un anno l'incremento è del 2,3%. Lugano mostra la crescita più forte.
È quanto emerge da un indice elaborato dal portale di annunci immobiliare Homegate - entità di SMG Swiss Marketplace Group - in collaborazione con ZKB, la banca cantonale di Zurigo. L'incremento dell'anno scorso è comunque rallentato rispetto al +3,2% del 2024 e al +4,7% del 2023.
In quasi tutti i 25 cantoni (i due Appenzello sono considerati insieme) si registrano progressioni mensili, con punta dell'1,3% in Ticino e dell'1,2% nei Grigioni. Su base annua le progressioni arrivano sino al +10,0% dei Grigioni; in forte crescita sono anche Svitto (+7,4%) e Nidvaldo (+6,7%), mentre Zurigo (+2,3%) è in linea con il dato nazionale e il Ticino (+1,1%) mostra l'incremento minore.
Interessante è anche l'andamento nelle otto città elvetiche prese in considerazione dai ricercatori. Lugano mette a referto gli aumenti più consistenti: +3,8% mensile e +6,3% annuo. Balzi meno importanti nei dodici mesi vengono mostrati da Ginevra (+3,4%), Lucerna (+2,45), Zurigo (+2,2%), Losanna (+2,2%), Basilea (+2,0%) e San Gallo (+0,70%). Coira non figura fra le realtà prese in esame.
Diversi fattori hanno contribuito al rallentamento della dinamica nell'ultimo anno, spiega Martin Waeber, dirigente di SMG, citato in un comunicato. "Dal lato della domanda, l'immigrazione netta è diminuita significativamente rispetto all'anno precedente (-12% in novembre), ma il persistente eccesso di richiesta non ha potuto essere soddisfatto dalla costruzione di nuovi appartamenti. Il numero di alloggi sfitti nell'ultimo anno è leggermente diminuito".
Inoltre, secondo l'esperto, il recente abbassamento del tasso ipotecario di riferimento ha avuto un effetto frenante sulle pigioni esistenti, che si riflette indirettamente anche sugli affitti pubblicizzati. "Questa dinamica attenuata non è però stata sufficiente a fermare completamente l'aumento delle pigione offerte".
Anche nel nuovo anno, chi è alla ricerca di un alloggio secondo Homegate non potrà certo aspettarsi code molto più brevi per le visite. "L'immigrazione dovrebbe avere un impatto meno forte, ma ciò non significa che la carenza di alloggi sia destinata a finire", argomenta Waeber. "Negli ultimi anni, infatti, i giovani in particolare sono stati costretti a rinunciare a traslocare e, soprattutto, a trasferirsi in una casa di proprietà. Se la pressione sul mercato immobiliare dovesse diminuire, molti di loro coglieranno l'occasione per cambiare casa". Inoltre anche se l'attività edilizia dovesse riprendere nel 2026, rimarrà comunque a un livello basso. "Nel complesso è prevedibile che anche quest'anno gli affitti offerti aumenteranno leggermente", conclude lo specialista.



