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ZURIGO

In fuga da Zurigo, le imprese bocciano la metropoli svizzera

Crolla la soddisfazione generale: solo il 62% si dice contento della Città. Un’azienda su tre prevede un ulteriore calo di attrattività. Campanello d’allarme per la piazza economica.
Sabina Bobst / Tamedia
Fonte red
In fuga da Zurigo, le imprese bocciano la metropoli svizzera
Crolla la soddisfazione generale: solo il 62% si dice contento della Città. Un’azienda su tre prevede un ulteriore calo di attrattività. Campanello d’allarme per la piazza economica.

Sarà anche la città con il tenore di vita più alto, come puntualmente viene fuori dai vari sondaggi, ma tra affitti a prezzi d'oro, carenze di appartamenti, traffico ingestibile e bar dove un caffè lo paghi 4.65 (un cappuccino arriva a costare fino a 6 franchi), Zurigo sta vivendo una spirala discendente del suo polo economico. Insomma, non è tutto oro quel luccica. Questo stando almeno alle valutazioni espresse dalle aziende attive in città, che in una nuova indagine hanno assegnato voti insufficienti su aspetti chiave dell’attrattività di quella che viene considerata il centro urbano per eccellenza della Svizzera, motore dell'economia, gotha del divertimento, e crogiolo di mille possibilità lavorative.

Crolla la soddisfazione generale - Martedì la Città di Zurigo ha presentato l’ultima edizione del sondaggio tra le imprese, condotto circa ogni quattro anni. Hanno partecipato circa 1’500 aziende su 4’000 contattate, dai lavoratori indipendenti ai grandi gruppi multinazionali. Dal punto di vista statistico l’indagine non è rappresentativa, ma resta un importante barometro del clima economico. Ebbene, i risultati destano preoccupazione, hanno fatto subito notare i giornali d'oltre Gottardo. L’indicatore principale, la soddisfazione complessiva per il luogo d’insediamento, è sceso al minimo storico: solo il 62% delle imprese si dichiara soddisfatto di Zurigo come sede aziendale. Nel 2021 la percentuale era ancora del 74%. Anche il voto medio, su una scala da 1 a 6, è calato a 4,65, il valore più basso dall’introduzione del sondaggio (nel 2021 era 4,88). Le valutazioni più negative riguardano l’offerta abitativa, che ottiene un severo 2,4, e la pressione fiscale, giudicata con un 3,0. Insufficiente anche l’offerta di servizi di custodia per l’infanzia (3,9). Al contrario, i punteggi migliori vanno ad ambiti che la città controlla solo in parte o per nulla: al primo posto figurano università e istituti di ricerca (5,4), seguiti dalla qualità della vita (5,2), anche se il sondaggio non chiarisce come venga definita. Buone valutazioni ricevono comunque anche scuole, approvvigionamento energetico, offerta culturale e sistema sanitario, tutti settori di competenza comunale.

Attrattiva più geografica che politica - Alle aziende è stato chiesto di indicare i tre principali punti di forza e di debolezza della piazza zurighese. Anche in questo caso emergono fattori poco influenzabili dalla politica. Il principale elemento positivo è la posizione centrale, citata nel 39% delle risposte. Seguono la dimensione della città e il numero di abitanti, quindi la qualità di vita e dell’abitare. Zurigo appare dunque attrattiva soprattutto per la sua collocazione geografica e per la sua scala urbana.

Sul fronte delle criticità, al primo posto figurano immobili, traffico e livello dei prezzi. Le imposte si collocano al quarto posto: il 20% delle imprese le considera troppo elevate, una quota mai raggiunta nelle precedenti edizioni del sondaggio. Invariato il giudizio negativo sulla viabilità, in particolare per quanto riguarda parcheggi e flussi di traffico. Colpisce inoltre che quasi il 70% delle aziende attribuisca all’aeroporto di Zurigo un’importanza nulla o limitata, sebbene vi siano forti differenze settoriali: per il comparto finanziario, ad esempio, i collegamenti internazionali restano fondamentali.

Previsioni cupe per il futuro - Le prospettive per il futuro del polo zurighese non sono rosee. Un’azienda su tre ritiene che la città perderà ulteriore attrattività nei prossimi anni: è il valore più alto registrato nei vent’anni di storia del sondaggio. Solo un’impresa su quattro intravede un miglioramento, mentre il 40% prevede una situazione sostanzialmente stabile.

Le critiche dell’economia - Le associazioni economiche hanno criticato duramente i risultati. Nicole Barandun, presidente dell’Unione delle arti e mestieri della città di Zurigo, ha dichiarato alla NZZ che «Zurigo sta vivendo di rendita». Ancora più duro Patrik Meli, dell’Associazione industriale di Zurigo: «La concorrenza tra sedi è una realtà. Nei grandi gruppi c’è un confronto interno spietato tra città. Altre località sono pronte in qualsiasi momento a rilevare attività oggi presenti a Zurigo». In un comunicato, la Camera di commercio zurighese arriva a parlare di un fallimento della politica economica cittadina, accusando il Municipio di non aver affrontato, negli ultimi vent’anni, sei problemi chiave: immobili, traffico, prezzi, imposte, burocrazia e parcheggi.

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