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Cocaina bulgara e riciclaggio, Credit Suisse «è stata carente»

SVIZZERACocaina bulgara e riciclaggio, Credit Suisse «è stata carente»

27.06.22 - 14:13
L'istituto elvetico non ha fatto abbastanza per prevenire il riciclaggio, secondo il Tribunale penale federale
REUTERS
Cocaina bulgara e riciclaggio, Credit Suisse «è stata carente»
L'istituto elvetico non ha fatto abbastanza per prevenire il riciclaggio, secondo il Tribunale penale federale

BELLINZONA - Credit Suisse dovrà pagare una multa di due milioni di franchi per non aver adottato le misure necessarie per contrastare il riciclaggio di denaro messo in atto da un'organizzazione criminale bulgara.

È quanto ha sentenziato questo pomeriggio il Tribunale penale federale di Bellinzona.

Secondo la Corte, Credit Suisse ha mostrato carenze sia nel monitoraggio «delle relazioni bancarie legate all'organizzazione criminale», sia nel «controllo del rispetto delle norme antiriciclaggio da parte della direzione, del servizio giuridico e del servizio di compliance». Questo avrebbe permesso la fuga dei fondi incriminati.

«C'erano indizi concreti»
Un'ex impiegata dell'istituto bancario elvetico è quindi stata riconosciuta colpevole di «riciclaggio di denaro aggravato» ed è stata condannata a 20 mesi di reclusione e a pagare una pena pecuniaria, entrambe sospese. Secondo la Corte, l'ex dipendente «ha effettuato o fatto effettuare transazioni su istruzioni di questa clientela, principalmente all’estero, tra luglio 2007 e dicembre 2008, nonostante vi fossero indizi concreti circa l’origine criminale dei fondi».

La gang bulgara, attiva nel traffico di cocaina, ha riciclato decine di milioni di franchi tra il 2004 ed il 2008. Sono però stati considerati solo gli ultimi due anni poiché i fatti precedenti sono caduti in prescrizione. Le condanne sarebbero quindi potute essere più severe.

Altre condanne
Oggi in tribunale vi erano anche due membri dell'organizzazione, due cittadini bulgari, che sono stati giudicati colpevoli di «partecipazione a un’organizzazione criminale» e di «riciclaggio di denaro aggravato». Il primo, che ha agito come intermediario effettuando transazioni volte a nascondere l'origine criminale dei fondi, è stato condannato a 36 mesi di reclusione, di cui la metà da scontare, oltre a una pena pecuniaria sospesa.

Il secondo, che è stato coinvolto nel trasporto clandestino dei fondi e che ha agito come prestanome, è stato condannato a 12 mesi di reclusione e a una pena pecuniaria, entrambe sospese. 

Infine, la Corte ha ordinato la confisca dell’equivalente di oltre 12 milioni di franchi svizzeri di fondi depositati in relazioni bancarie legate all’organizzazione criminale con Credit Suisse. Oltre a ciò, il Tribunale ha pronunciato contro Credit Suisse una richiesta di risarcimento per l’equivalente di oltre 19 milioni di franchi svizzeri, corrispondenti ai beni dell’organizzazione criminale che non è stato possibile confiscare a causa delle carenze interne della banca che hanno facilitato il riciclaggio di denaro.

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