Foto privata
All'incontro che ha avuto luogo lo scorso weekend c'erano circa trecento persone.
ZURIGO
27.10.2021 - 20:050

«Le auto sono la nostra passione, non vogliamo dare fastidio a nessuno»

Nel weekend la polizia zurighese aveva interrotto un raduno di bolidi. Ora prende la parola una co-organizzatrice

Fonte 20 Minuten / Monira Djurdjevic
elaborata da Patrick Stopper
Giornalista

DÜBENDORF - Quattro vetture ritirate dalla circolazione, oltre 150 conducenti sottoposti a controllo e una dozzina di denunce per modifiche non autorizzate alle auto. È il bilancio di un'operazione di polizia andata in scena durante il weekend a Dübendorf, dove le autorità avevano interrotto un raduno illegale di auto di grossa cilindrata. Un intervento che si era svolto a seguito di alcune segnalazioni da parte di cittadini infastiditi dal rumore delle auto proveniente da un parcheggio coperto.

Ora prende la parola una ventunenne co-organizzatrice del raduno, che dalle colonne di 20 Minuten afferma: «C'erano circa trecento persone. C'era una bella atmosfera. Era tutto sotto controllo». Assieme a un'amica si era assicurata che la musica non fosse troppo alta e che anche il rumore delle auto fosse limitato. «Non mi sembra giusto venire descritti come “sboroni dell'auto” irrispettosi» afferma la giovane.

E sottolinea: «Siamo soltanto un gruppo di persone che coltivano la propria passione per le auto e la condividono con gli altri». Ed è per questo motivo che regolarmente vengono organizzati degli incontri in aree discoste. «Ci troviamo su parcheggi in zone industriali o negli autosili. Per noi è importante non disturbare nessuno». E in genere viene chiesta un'autorizzazione. «Se per esempio ci incontriamo in un autosili, dapprima chiediamo ai gestori se sono d'accordo».

Lo scorso weekend è però andata diversamente, come ammette la ventunenne. «In via del tutto eccezionale ho affidato l'organizzazione dell'incontro a un'altra persona». Si tratta ora di una questione di responsabilità. Nel frattempo, la ventunenne e i suoi amici sono attivi sui social per difendere la loro immagine. «Si tratta della nostra passione e non vogliamo che venga vietata».

 

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