AFP
SVIZZERA
14.09.2021 - 16:510
Aggiornamento : 15.09.2021 - 13:38

La Confederazione vuole acquistare un nuovo vaccino

Sono in corso trattative con Johnson & Johnson per la fornitura di una piccola quantità di dosi

BERNA - La Confederazione intensifica i suoi negoziati per l'acquisto di un vaccino vettoriale della società americana Johnson & Johnson (Janssen). Dovrà essere utilizzato per le persone che, per motivi medici, non possono essere vaccinate contro il coronavirus con vaccini mRNA.

Trattative intense sono attualmente in corso con Johnson & Johnson concernenti l'acquisto di una piccola quantità di dosi di vaccino, ha indicato oggi all'agenzia Keystone-ATS l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), confermando un'informazione del portale online Blick.ch.

Tali dosi sarebbero principalmente utilizzate per immunizzare le persone che non possono far uso dei vaccini mRNA per motivi medici, ad esempio allergie gravi, scrive l'UFSP. I cantoni sono di conseguenza invitati a prepararsi a un'eventuale «attuazione rapida».

Portafoglio di vaccini diversificato - La conclusione del contratto e il numero di dosi verranno comunicati a tempo debito, ha precisato l'UFSP. La Confederazione ha dall'inizio puntato su un portafoglio di vaccini comprendenti diverse tecnologie, in particolare per offrire alle persone che soffrono d'intolleranza un'alternativa di protezione.

Il principio attivo di Johnson & Johnson è autorizzato in Svizzera per una durata limitata dalla fine di marzo. Non è tuttavia stato ancora somministrato nella Confederazione, poiché Berna non ha ancora concluso un contratto con il fabbricante.

Dal dicembre 2020, Janssen Svizzera è stata la quarta impresa a presentare una richiesta di autorizzazione presso Swissmedic per la messa sul mercato. La società appartiene al gruppo statunitense Johnson & Johnson.

Stando a Swissmedic, il vaccino di Janssen, Ad26.COV2.S, è un vaccino vettoriale virale, basato su un adenovirus umano. Deve essere somministrato tramite una dose unica alle persone a partire dai 18 anni. I dati dello studio mostrano un'efficacia media del 66,9% nelle fasce d'età studiate. Questa vaccinazione consente di evitare le forme gravi e critiche della malattia in una proporzione di circa l'85%.

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