Keystone (archivio)
SVIZZERA
08.05.2021 - 08:200
Aggiornamento : 10:16

Soldati intossicati: «Si è disposti a tutto per riscaldarsi»

Secondo un ex granatiere, in ambiente militare sarebbe «molto diffuso» ricorrere all’aria calda di scarico del motore.

Anche lui avrebbe vissuto un episodio simile, rischiando l'avvelenamento.

Fonte 20 Minuten / Céline Krapf / Zora Schaad
elaborata da Simona Roberti-Maggiore
Giornalista in formazione

BERNA/SEMPIONE - Risale a martedì notte l’incidente che ha messo in pericolo la vita di quattro soldati sul Passo del Sempione. I giovani stavano passando la notte nel loro carro armato, quando sono stati ritrovati privi di sensi, intossicati dal monossido di carbonio. Le dinamiche dell’incidente non sono ancora state chiarite ma si è ipotizzato che i quattro abbiano voluto scaldarsi lasciando il motore acceso per far funzionare il riscaldamento, permettendo senza volerlo di far entrare il gas nel veicolo. 

Non si tratterebbe di un episodio isolato - «È molto diffuso che questi mezzi vengano riscaldati con l’aria calda di scarico del motore», spiega un ex granatiere di carri armati. Durante la sua permanenza alla Scuola ufficiali, anche lui, afferma, ha rischiato di subire una simile disgrazia. In pieno inverno, lui e i suoi compagni avrebbero dovuto vegliare a temperature sotto lo zero: «Eravamo estremamente congelati e volevamo riscaldarci all'interno del veicolo». Quindi, spiega, hanno messo un telo sopra il condotto di scarico e hanno rivolto l'aria di scarico del motore all'interno: «C'erano più di 30 gradi, eravamo assonnati e annebbiati a causa del monossido di carbonio», racconta il granatiere. All'improvviso qualcuno ha iniziato a martellare la porta blindata, l'ha squarciata e ha salvato lui e i suoi compagni: «Non molto tempo e avremmo subito avvelenamenti. O forse saremmo morti», dice l'ufficiale in retrospettiva.

Di tutto per un po’ di calore -Secondo l’ex granatiere, è certo che l'attuale incidente sul Sempione sia stato colpa dei soldati, perché è chiaramente vietato riscaldare l’interno dei mezzi corazzati con l'aria di scarico del motore. Tuttavia, il loro comportamento sarebbe comprensibile: «Se devi stare fuori al freddo per ore, fai di tutto per riscaldarti in qualche modo», sottolinea. Dal suo punto di vista, operazioni come queste, notturne e ad alta quota, sarebbero quindi estremamente discutibili in tempo di pace. 

No comment da parte dell’Esercito - Nessun commento da parte dell’Esercito svizzero riguardo alle dichiarazioni rilasciate dall’ex granatiere: la Giustizia militare e la Polizia militare hanno avviato un'inchiesta per scoprire i motivi dell'incidente. «Finché queste indagini saranno aperte e le conclusioni non saranno note, non commenteremo ipotesi direttamente collegate alle possibili cause dell'incidente", scrive la portavoce dell'Esercito Delphine Allemand.

Dimessi i quattro malcapitati - I quattro uomini che martedì hanno subito un avvelenamento sul Sempione stanno nel frattempo di nuovo meglio, mercoledì sera hanno potuto lasciare l'Ospedale universitario di Ginevra.

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