tipress
ULTIME NOTIZIE Svizzera
SVIZZERA
2 ore
A Chiesa non piacciono le città
«Parassitarie» e «covi della sinistra». Il presidente dell'UDC si sfoga il Primo d'Agosto
SVIZZERA
3 ore
Il Grütli delle donne
Viola Amherd ha rilanciato l'impegno per la parità fra i sessi, nel discorso per il Primo d'Agosto
ZURIGO
4 ore
Meno mascherine in ufficio, e salgono i contagi a Zurigo
Aumentano anche le persone che contraggono il virus sui mezzi pubblici.
SVIZZERA / THAILANDIA
6 ore
Primo agosto: Cassis celebra la diversità della Svizzera da Bangkok
Il ministro degli esteri celebra la festa nazionale durante il suo viaggio ufficiale in Thailandia
SVIZZERA
6 ore
«Procedere insieme nella diversità»
Il discorso del Primo agosto tenuto dalla consigliera federale Karin Keller-Sutter
SONDAGGIO
SVIZZERA
6 ore
Uccidere i lupi? Meglio organizzare dei “safari”
È quanto propone il presidente di Graubünden Ferien per promuovere il turismo in Svizzera
VAUD
8 ore
Schianto in moto: morto 18enne
Tragico incidente ieri mattina a Saint-Livres, in coincidenza di una curva
SVIZZERA
9 ore
D'estate si batte la fiacca
Uno studio dimostra che la produttività in Svizzera cala del 20 per cento nei mesi caldi
SVIZZERA
9 ore
Happy birthday Svizzera!
Auguri da Biden, da Facebook, da Google, nel 730esimo compleanno della Confederazione
SVIZZERA
20 ore
Chi pagherà i test covid quando termineranno le vaccinazioni?
«Il contribuente? Non ne sono sicuro» ha dichiarato Guy Parmelin
BERNA
22 ore
Incendio in un'azienda chimica a Pieterlen, allerta rientrata
La popolazione non corre alcun pericolo, ha fatto sapere la polizia
GRIGIONI
22 ore
Investe un'anziana, si ferma e poi scappa
La polizia, giunta sul posto poco dopo, è alla ricerca di testimoni
SVIZZERA
23 ore
Già una terza dose? La Svizzera, per il momento, sta a guardare
Secondo l'immunologo romando Daniel Speiser, però, nel 2022 se ne dovrà discutere
SVIZZERA
1 gior
La bandierona non sventolerà
Cattive condizioni meteo sul Säntis, il vessillo 80 metri per 80 quest'anno resta nel cassetto
LUCERNA
1 gior
Sabato caldo a Lucerna
Migliaia in piazza oggi contro le misure anti-Covid a Lucerna. Due gli arresti
SVIZZERA
1 gior
Covid? «La coercizione non è un'opzione»
Per Alain Berset, è la solidarietà che rende forte il nostro Paese
SVIZZERA
1 gior
Manca materiale, previsti ritardi per i tamponi «di massa»
A inizio luglio diversi kit erano stati ritirati per difetti, e ora si registrano ulteriori ritardi
ZURIGO
26.03.2021 - 10:520
Aggiornamento : 14:06

Il finanziere accusa, miliardi alla casta che non rende

Il direttore di una società di amministrazione patrimoniale è all'origine di uno dei tweet più discussi dell'anno

L'esperto si è preso la briga di sommare i compensi (bonus compresi) versati da Credit Suisse negli ultimi 19 anni), arrivando alla cifra di 239 miliardi di franchi.

ZURIGO - Anno dopo anno le grandi banche svizzere hanno versato remunerazioni spropositate in relazione agli utili, sfruttando la copertura politica e il «fattore Svizzera», ma rischiano di scomparire in un mondo che cambia: lo afferma un finanziere che punta anche il dito contro il sostegno statale a quella che considera una casta di manager egoisti.

Compensi miliardari - Marc Possa, direttore e partner della società di amministrazione patrimoniale VV Vermögensverwaltung, è all'origine di uno dei tweet più discussi dell'anno nel mondo della finanza elvetica: l'esperto si è preso la briga di sommare i compensi (bonus compresi) versati da Credit Suisse negli ultimi 19 anni (dal 2002), arrivando alla cifra di 239 miliardi di franchi, dato che ha poi messo in relazione con gli utili netti di 41 miliardi (sei volte di meno) e con il crollo del corso dell'azione, che è stato del -82% nel periodo in questione.

Stimolato dalle reazioni, Possa - che da dieci anni amministra SaraSelect, un fondo che comprende piccole e medie società quotate in borsa e che stando al portale Cash è stato più volte premiato - ha fatto gli stessi calcoli per UBS. Nel periodo in esame l'istituto a lungo guidato da Sergio Ermotti ha versato compensi per 345 miliardi, a fronte di utili per 64 miliardi. Questo per un'azienda che ha presentato un ritorno totale dell'investimento (che tiene conto dei dividendi) del -31% e che ha dovuto ricorrere a un salvataggio dello stato.

Modello d'affari in discussione - I tweet dello specialista (il primo della settimana scorsa) hanno rilanciato il dibattito sul modello d'affari degli istituti. «Ecco perché chi investe a lungo termine può tranquillamente stare alla larga dalle azioni bancarie, anche in futuro», ha commentato Matthias Geissbühler, responsabile degli investimenti di Raiffeisen.

Esistenza delle banche minacciata? - La domanda di fondo è quindi: sopravviveranno le banche? «Sono ancora rilevanti per l'elaborazione dei pagamenti e lo rimarranno per un po'. Ma in tutti gli altri settori saranno sempre più scavalcate e la loro stessa esistenza sarà così minacciata», risponde Possa in un'intervista pubblicata oggi da Cash.

A suo avviso i grandi istituti elvetici godono però tuttora di un importante vantaggio. «In tutto il mondo, sia in un'ottica di denaro sporco che di denaro pulito, la 'swissness' sarà ricercata ancora a lungo. Ma questo non è merito delle grandi banche: è piuttosto un prodotto della nostra cultura, del nostro modo di essere e dello stato di diritto in Svizzera. La fiducia non si basa sul fatto che le grandi banche stiano facendo un buon lavoro».

Il valore "svizzeritudine" - Anche fra dieci anni vi sarà il bisogno di soluzioni bancarie elvetiche, particolarmente per clienti stranieri che necessitano per i loro patrimoni di un luogo più sicuro del loro paese di origine. «Resta da vedere se questa attività sarà poi svolta da Credit Suisse o UBS, e in quale forma. Ma la 'svizzeritudine' varrà ancora molto tra dieci anni».

Cambierà il sistema delle remunerazioni che il popolo svizzero, accogliendo un'iniziativa popolare, ha definito eccessive? «No», risponde Possa. «Questa cultura si è stabilita da molto tempo. Affinché si cambi veramente a lungo termine c'è bisogno di molto di più. I nostri sistemi sono noti per essere molto lenti e poco reattivi, sarebbe necessario uno shock o una vera crisi. Non sussiste affatto una la mentalità per un rapido cambiamento di cultura».

«Il problema è che le grandi banche possono permettersi questo lusso», prosegue il manager con studi a Zurigo e trascorsi presso Credit Suisse First Bostоn, Deutsche Bank e Lombard Odier. «Perché vi è troppa poca pressione».

Gli "intoccabili" - Il 56enne avanza l'esempio di Urs Rohner, che dal 2011 è presidente del consiglio di amministrazione di Credit Suisse e che alla fine d'aprile lascerà l'incarico. «Il suo operato in questo periodo è stato catastrofico: eppure è riuscito a resistere così a lungo. Ora Rohner potrebbe ancora sacrificare il Ceo Thomas Gottstein, dopo che ha già sacrificato altri. Queste persone sono intoccabili e non possono essere poste di fronte alle loro responsabilità. Non c'è nemmeno un azionista di riferimento che possa disciplinarli o rimproverarli. Non esiste una cosa del genere nell'industria finanziaria in generale, questa è una grande lacuna. Ciò spiega anche gli eccessi salariali».

«Lenti e arroganti» - Che dire delle affermazioni delle banche, secondo le quali sono costrette a pagare compensi attraenti per avere i migliori talenti? «Mi dispiace, ma questa è una stronzata», taglia corto l'intervistato ricorrendo al termine inglese bullshit. «Un tempo lavoravo con Steffen Meister, oggi presidente esecutivo del consiglio di amministrazione di Partners Group, a Credit Suisse. Eravamo gli ultimi in ufficio la sera. Le persone come lui hanno una mentalità completamente diversa. Ecco perché ha portato Partners Group dove si trova ora. Le grandi banche sono in media lente e arroganti. Quindi ci vorrebbe davvero uno shock per cambiare la loro cultura».

«Il problema è che un tale shock non viene permesso, cosa che è motivata politicamente. Stiamo socializzando e salvando tutto, purtroppo anche le cose cattive. Non c'è più un processo di selezione», argomenta Possa. «Se si vuole essere robusti il più debole deve essere effettivamente eliminato. E non sto parlando dei socialmente più deboli, quelli hanno bisogno di essere aiutati: ma non è necessario salvare una casta arrogante di persone che offrono poco valore aggiunto se non a loro stesse. Ecco perché nessuna grande banca dovrebbe essere rilevante a livello sistemico».

Tanto più che gli istituti, secondo l'esperto, perseguono gli interessi completamente sbagliati, come ha mostrato in modo a suo dire tipico il caso Greensill presso Credit Suisse. I portafogli sono pieni di prodotti con margini elevati, che non sono nell'interesse del cliente, conclude il manager, sposato con due figli, una femmina e un maschio.

Commenti
 
ATTENZIONE: a causa dell’elevato numero di commenti sui blog e alla difficoltà della redazione di monitorarli, abbiamo attivato un filtro automatico.
La libertà di espressione deve essere garantita da un comportamento civile e rispettoso di ciascun utente.
Chiunque scriverà offese o frasi irrispettose verrà automaticamente bannato con la conseguente cancellazione dell’account.
ceresade36@gmail.com 4 mesi fa su tio
Wow 😃🇨🇭che vagligigeta tantto completa Lav voglio tutta per me 😁💯
Potrebbe interessarti anche

YouTube

Facebook

Instagram

Linkedin

Twitter

TikTok


Copyright © 1997-2021 TicinOnline SA - Tutti i diritti riservati
IMPRESSUM - DISCLAIMER - SEGNALACI - COMPANY PAGES
Disposizioni sulla protezione dei dati  -   Cookie e pubblicità online  -   Diritto all'oblio


Ultimo aggiornamento: 2021-08-01 18:26:57 | 91.208.130.86