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SVIZZERA
17.02.2021 - 12:300

Arrivano i volontari anti-lupo

Sorveglieranno le greggi negli alpeggi. Per dissuadere i predatori dal cacciarle

SION - Sostenere gli allevatori di pecore e proteggere le greggi dagli attacchi dei lupi. È questo l'obiettivo della neonata organizzazione per la protezione degli alpeggi svizzeri (OPPAL), che si basa sull'eco-volontariato.

Attraverso il programma "Pastora Protect" i promotori intendono «motivare il maggior numero possibile di volontari a sorvegliare un alpeggio per aiutare concretamente gli allevatori che devono affrontare gli attacchi dei lupi» ha spiegato all'agenzia Keystone-ATS Isabelle Germanier, che ha avviato il progetto con altri tre appassionati.

«È un'iniziativa positiva», afferma Roland Hammel, allevatore giurassiano che trascorre l'estivazione in Vallese. Il suo gregge non è mai stato attaccato dai lupi, ma nel 2019, due degli alpeggi vicini sono stati teatro di diversi attacchi. Reazione positiva anche da parte delle autorità. «Qualsiasi iniziativa volta ad aiutare concretamente gli allevatori a proteggere le loro greggi e a contribuire a una migliore comprensione reciproca è lodevole e noi la sosteniamo», afferma il Servizio dell'Agricoltura vallesano, che ha incontrato i membri dell'organizzazione per assicurare un buon coordinamento delle rispettive attività.

Per prendere parte al programma di eco-volontariato, che si ispira ad un analogo progetto francese, gli interessati devono partecipare a una giornata informativa durante la quale pastori, allevatori, specialisti in cani da guardia e lupi si alterneranno per spiegare al meglio la loro missione. Nel corso della giornata si parlerà anche i pericoli legati alla montagna. «I volontari non devono assolutamente correre rischi», aggiunge Germanier, che è anche la portavoce del Gruppo Lupo Svizzera in Romandia.

Quello che chiediamo loro è di fare dei giri di sorveglianza, di osservare i possibili approcci dei lupi e mostrare una presenza umana, aggiunge Germanier. Il lupo è un animale che può rimanere ad osservare un branco per due giorni prima di attaccare. Calcola il rapporto rischio/beneficio e non sforzo/beneficio. In altre parole, spiega Germanier, la sola presenza degli umani «è estremamente dissuasiva».

Chiunque sia interessato è il benvenuto, anche se la portavoce sottolinea che sarà prestata particolare attenzione alle lettere di motivazione dei volontari. «L'obiettivo è aiutare gli allevatori, non discutere, sull'alpeggio, se il lupo debba tornare in Svizzera o no», precisa. Questa esperienza umana dovrebbe anche unire il mondo urbano e quello dell'allevamento, che non sempre si capiscono.

Dalla creazione della pagina Facebook di OPPAL, Isabelle Germanier è già stata contattata da molti interessati. Il servizio sarà gratuito per gli allevatori. I volontari dovranno invece pagare una quota annuale. Una volta addestrati, potranno scegliere di fare la guardia per due giorni, oppure durante tutta l'estate.

Germanier spera di trovare abbastanza sovvenzioni in modo che l'organizzazione possa offrire rapidamente ai suoi futuri volontari tende e attrezzature per la visione notturna. A lungo termine, OPPAL spera di essere in grado di sostenere tutti gli allevatori che ne faranno richiesta e persino di trovare volontari oltre i confini nazionali. L'organizzazione ha già ottenuto il sostegno finanziario di Pro Natura e del Gruppo Lupo Svizzera.


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