Keystone
La nave in quarantena
SVIZZERA / GIAPPONE
05.02.2020 - 12:020
Aggiornamento : 13:28

Coronavirus, anche due svizzeri a bordo della Diamond Princess

La nave da crociera è stata isolata nel porto di Yokohama dopo che a bordo sono stati costatati finora dieci casi d'infezione dal virus

Fonte ats
elaborata da Redazione

BERNA - Ci sono anche due svizzeri tra i passeggeri della nave da crociera ferma nel porto della città giapponese di Yokohama, posta in quarantena, dopo che a bordo sono stati costatati finora dieci casi di infezione da coronavirus. L'ambasciata elvetica di Tokyo è in contatto con le autorità giapponesi e segue la vicenda, ha indicato oggi il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) a Keystone-ATS.

La nave da crociera appartiene alla società "Princess Cruises". A far scattare le misure di protezione è stato all'origine un passeggero ottantenne di Hong Kong, risultato sabato positivo al virus. L'uomo si è imbarcato il 20 di gennaio a Yokohama, per poi scendere dalla "Diamond Princess" cinque giorni dopo a Hong Kong

Tra i passeggeri e i membri dell'equipaggio, 120 persone presentano sintomi come tosse e febbre, hanno comunicato le autorità nipponiche. Altre 153 persone hanno avuto contatti ravvicinati con l'anziano passeggero. Sono stati i primi a essere esaminati.

Tra i passeggeri cui è stato diagnosticato il virus vi sono tre persone dal Giappone, due dall'Australia, tre da Hong Kong, uno dagli Stati Uniti e un membro dell'equipaggio originario delle Filippine, ha precisato oggi "Princess Cruises". Tutte le persone ammalatesi sono state trasportate all'ospedale. La nave rimane in quarantena.

Cina, puniti oltre 400 funzionari locali - La scure del Partito comunista cinese si è abbattuta sui funzionari locali colpevoli "di gravi lacune" e "di gestione insoddisfacente" di fronte alla crisi del coronavirus: secondo i media locali, sono oltre 400 i funzionari di diverso livello a essere stati sanzionati a vario titolo. Le misure sono state adottate a seguito delle indicazioni emerse dalla riunione del 25 gennaio del Comitato permanente del Politburo, con a capo il presidente Xi Jinping.

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