Fabrice Cahez
Il suo nome latino significa «gatto dei boschi»
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BASILEA
03.01.2020 - 10:160

Il gatto selvatico è l’animale dell’anno 2020

Sfuggito di poco alla scomparsa, questo felino tipico del Giura è minacciato in particolare dall'incrocio con il gatto domestico

BASILEA - Pro Natura ha eletto il gatto selvatico europeo (Felis silvestris) ambasciatore dei boschi naturali e dei paesaggi rurali diversificati. Questo cacciatore sfuggito di poco alla scomparsa si sta oggi di nuovo diffondendo. La specie, però, non è ancora del tutto al sicuro, mette in guardia l'organizzazione ambientalista. 

Il suo nome latino significa «gatto dei boschi», infatti i boschi sono il suo habitat originario. Tra gli alberi e sui prati limitrofi va a caccia di topi e altri piccoli animali, si concede lunghi sonnellini al riparo da occhi indiscreti e cerca angolini asciutti e protetti in cui mettere al mondo i piccoli. 

Di casa nel Giura - Da sempre assente al sud delle Alpi, il gatto selvatico svizzero è di casa nelle grandi foreste e praterie della catena giurassiana. Animale solitario, vive in territori che si estendono per diversi chilometri quadrati. Il periodo degli amori cade nei primi tre mesi dell’anno e dopo due mesi abbondanti vengono al mondo dai due ai cinque piccoli, che la femmina alleva da sola. In autunno i giovani sono autonomi e partono alla ricerca di un loro territorio.

Paletti-esca - Fino a una decina di anni fa, si sapeva poco del gatto selvatico. Intraprendenti ricercatori hanno poi deciso di sfruttare la passione dei gatti per il profumo di valeriana piantando nei boschi paletti di legno impregnati dell’odorosa sostanza. I felini di passaggio, strofinandovisi per marcarli con le loro secrezioni, vi lasciano attaccati alcuni peli che, grazie ai moderni metodi di analisi genetica, rivelano determinate caratteristiche dell’animale. Si è così aperta la strada a un monitoraggio sistematico. 

Opportunità e pericoli - Dalle ultime ricerche è emerso che i nostri gatti selvatici se la cavano bene anche fuori dal bosco, a patto che trovino un numero sufficiente di nascondigli e vie di transito sicure. Ci sono dunque buone possibilità che dal Giura si diffondano fino alle Prealpi attraverso l’Altopiano. Per riuscirci, oltre che su habitat adatti l’animale dell’anno 2020 di Pro Natura deve poter contare anche su una gestione responsabile dei gatti domestici, con cui è imparentato ma alla lontana. I nostri mici discendono infatti dal gatto selvatico africano. L’incrocio con il gatto domestico costituisce al momento la maggiore minaccia per l’esistenza del gatto selvatico. 

Fabrice Cahez
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