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PAROLA AL TIFOSO«Ad Ambrì non c'è mai coerenza nei giudizi»

08.12.23 - 14:15
Parola a Federico Lorenzetti: «Non criticate Lombardi perché qualora dovesse lasciare l'Ambrì il buio arriverebbe in un attimo»
TiPress
«Ad Ambrì non c'è mai coerenza nei giudizi»
Parola a Federico Lorenzetti: «Non criticate Lombardi perché qualora dovesse lasciare l'Ambrì il buio arriverebbe in un attimo»
«Cereda? Bisognerebbe fargli un contratto ventennale».
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LOCARNO - Giocatori, allenatore e dirigenti contano tantissimo, ma la vera ricchezza di un club sono i tifosi. Come Federico Lorenzetti, presidente del Fans Club BL15.

«Per me quello con l'HCAP è un rapporto d'amore e odio e ora vi spiego perché. Nel 90% è amore perché l'Ambrì rimarrà sempre l'Ambrì, mentre il restante 10% è odio per come è andato a finire il mio legame con la società. Un 10% che non va assolutamente contro la squadra o contro i tifosi. Sono sempre un sostenitore dell'HCAP, seguo sempre le partite e ho ancora un ottimo rapporto con tanti giocatori che negli anni scorsi hanno giocato con noi».

Qual è la cosa più pazza che hai fatto o saresti disposto a fare per l'Ambrì?
«Diciamo che ne ho fatte tante, come andare a Ginevra di giovedì, tornare a casa alle 4 del mattino per poi alle 5 andare a lavorare. Di trasferte ne ho fatte tantissime, come quelle di Champions League. Ultimamente, però, ho decisamente rallentato. Fra le altre pazzie che ho fatto non tutte si possono raccontare... In passato mi è capitato di coprire qualche giocatore e di andare a recuperarli di notte...».

C'è un giocatore che ruberesti - o se del passato avresti rubato - ai cugini?
«Senza dubbio Petteri Nummelin, una persona pazzesca con delle doti incredibili. Parlando con lui mi si è aperto un mondo».

Come valuti il momento attuale dell'Ambrì?
«Un momento di alti e bassi. Si alternano prestazioni da primi in classifica ad altre da ultimi. Ma ciò non mi stupisce. Quello che ho sempre detto, anche negli anni disperati, è che in pista c'è un avversario, che scende in pista con il medesimo obiettivo che ha l'Ambrì, ovvero vincere. Sappiamo benissimo di non essere uno Zugo o uno Zurigo e il destino dei biancoblù è quello di andare a corrente alternata. Dopo sette vittorie consecutive erano tutti esaltati, ora dopo cinque sconfitte sono tutti depressi. Questo è un aspetto che mi ha sempre fatto sorridere: non c'è mai costanza e coerenza nei giudizi ad Ambrì».

Cosa pensi della società?
«Questa dirigenza ha fatto miracoli e ogni tanto bisognerebbe essere riconoscenti nei confronti di Filippo e di tutta la società per gli innumerevoli sforzi fatti. La realtà è spesso ben diversa e peggiore rispetto a quella che si percepisce da fuori. Quando si tratta del borsellino degli altri sono tutti bravi a parlare, ma vi assicuro che la situazione non sarà mai rosea ad Ambrì. Per questo bisogna solo fare i complimenti a chi lavora tutti i giorni per portare avanti la baracca. Voglio lanciare un messaggio ai tifosi: non criticate Lombardi perché qualora lasciasse, il buio arriverebbe in un attimo».

Cosa pensi dell’allenatore?
«Bisognerebbe fare un contratto ventennale con lui. Ma sono convinto che, giustamente, prima o poi anche lui cercherà nuove esperienze. Contrariamente al pensiero di certi tifosi, sono sicuro che Luca troverebbe sempre degli stimoli nuovi in Leventina, poiché per questo club è disposto a tutto, perfino a lasciare nel caso vedesse che il suo messaggio non passerebbe più. Purtroppo nessuno si ricorda da dove eravamo partiti con Luca e dove siamo oggi. Coloro che criticano Cereda non li capirò mai e in questi anni ho letto davvero troppe cattiverie nei suoi confronti».

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