Verstappen critica la F1, lo fa solo perché non può vincere?

«Max deve stare zitto e pensare a guidare»
Johnny Herbert e Damon Hill hanno tirato le orecchie all’olandese.
«Max deve stare zitto e pensare a guidare»
Johnny Herbert e Damon Hill hanno tirato le orecchie all’olandese.
LONDRA - Le nuove monoposto sono “poco divertenti” e vanno “contro lo spirito delle corse”, ha detto Max Verstappen raccontando la nuova Formula 1. Quel campionato dove, dopo anni vissuti da campione o, comunque, da pilota super competitivo, ora sta faticando. E i numeri sono lì a dimostrarlo: due gare disputate, in Australia e in Cina, e otto punti conquistati. Già a distanza siderale dalle Mercedes (51 punti per Russell, 47 per Antonelli), ma pure dalle Ferrari. E dietro anche Bearman (Haas), Norris (McLaren) e Gasly (Alpine).
Ecco che, quindi, più che una critica al circus, quello del fenomeno olandese è sembrato uno sfogo per una monoposto, la Red Bull, al momento incapace di fornire prestazioni decenti.
Per questo le parole di Max non sono state accolte da tutti con positività: pur storcendo il naso per quello che è diventato il Mondiale, in molti non gli hanno infatti dato ragione.
Una critica al 28enne l’ha mossa l’ex pilota Johnny Herbert il quale, rispondendo a una precisa domanda dell’ex campione Damon Hill durante una puntata del podcast Stay on Track, non ha usato mezzi termini.
«Credo debba stare zitto e pensare a guidare - ha graffiato il 61enne britannico - È sempre molto bello quando sei nella macchina migliore mentre è sempre difficile quando non lo sei. Finora Max non ha avuto una brutta carriera e c’è ancora molto che potrà ottenere in Formula 1. Anche vincere uno, due o tre Mondiali. Però dobbiamo riconoscere che la diplomazia non è proprio il suo forte».
«Penso che verrà ascoltato - ha continuato invece Hill - perché la Formula 1 non vuole che Max decida di andare altrove a cercare emozioni. Quel che posso dire è che ha detto quello che pensa; il problema è che, non avendo una macchina competitiva, sembra si stia semplicemente lamentando perché non può vincere».








