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I RACCONTI DELLA F1

Checo Perez apre la stagione: sfide, ambizioni e dichiarazioni bomba

«La macchina era costruita per Verstappen. Se vincevo io era un problema»
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Checo Perez apre la stagione: sfide, ambizioni e dichiarazioni bomba
«La macchina era costruita per Verstappen. Se vincevo io era un problema»
Il messicano riparte dalla Cadillac.
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SILVERSTONE - Ci siamo, amici. Tra pochissimo calerà il velo – o meglio, si alzerà il sipario – sulla Red Bull e sulla “sorella minore” Racing Bulls. È il primo vero segnale che la stagione 2026, quella attesissima, sta finalmente prendendo forma. Nei prossimi giorni arriveranno anche le altre livree, ma di questo parleremo più avanti.

Oggi, ne I Racconti della F1, accendiamo i riflettori su una bomba sganciata senza troppi giri di parole da Sergio “Checo” Perez. Una di quelle dichiarazioni che non fai se non sei arrivato al punto di dire: ora basta.

Il messicano, che tornerà in F1 con Cadillac, ha raccontato senza filtri la sua esperienza in Red Bull. E l’inizio è già una sentenza: «Horner mi disse subito che la macchina era costruita per Verstappen. Se vincevo io era un problema. Se andavo piano, era anche peggio. Impossibile».

Parole che non sorprendono più di tanto, ma che fanno comunque rumore. Perché Perez non è “uno dei tanti”: oltre 200 GP disputati, 6 vittorie, spesso su piste cittadine dove il talento conta più del mezzo. Eppure, l’esperienza a Milton Keynes lo ha letteralmente logorato. Non solo in pista, ma soprattutto nella testa.

A un certo punto, la situazione è diventata talmente pesante da costringerlo a ricorrere a uno psicologo. E qui arriva il colpo di scena: «Una seduta mi è costata 6’000 sterline. Una sola. Ho detto di mandare la fattura a Marko. E alla fine l’ha pagata lui».

Una cifra folle, ma soprattutto il simbolo di un ambiente tossico, dove solo chi è mentalmente di ferro riesce a restare in piedi. Perez lo dice chiaramente: «È una situazione difficile da sopportare. Solo i più forti resistono».

La storia tra Red Bull e Checo si è chiusa bruscamente a fine 2024, quando una stagione deludente ha convinto Helmut Marko a stracciare il rinnovo biennale firmato pochi mesi prima. Ma che il clima fosse complicato, Perez lo aveva capito fin dall’inizio: risultati che non arrivavano, pressione costante, consigli “gentili” di andare in terapia.

Ora però è tempo di voltare pagina. Con Cadillac, Checo riparte con un progetto che lo ha scelto senza se e senza ma. Certo, una menzione ai suoi sponsor personali va fatta – inutile fare finta di niente – ma il valore del pilota non si discute. E allora aspettiamo di vederlo di nuovo in pista. Checo, gli altri, le nuove livree.

Nell’attesa, piedone sul gas, sempre e comunque.

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