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IL SORPASSO... A DUE RUOTEGli obiettivi e l'esempio della Ducati: la KTM vuole prendersi la scena

27.07.23 - 11:00
Il team austriaco è in costante crescita e punta a schierare otto moto in griglia, esattamente come la scuderia italiana.
Imago, archivio
Gli obiettivi e l'esempio della Ducati: la KTM vuole prendersi la scena
Il team austriaco è in costante crescita e punta a schierare otto moto in griglia, esattamente come la scuderia italiana.
Brad Binder occupa momentaneamente la quarta piazza della generale (114 punti), Jack Miller la settima (79).
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MATTIGHOFEN - L'esempio, a Mattighofen, ce l'hanno a poche centinaia di chilometri di distanza. L’epicentro del nuovo miracolo italiano del motociclismo si trova in quello che un tempo era un comune alla periferia di Bologna, quella Borgo Panigale culla della Ducati che da un paio di anni in qua sta dominando in MotoGP, Superbike ma anche Supersport. Dopo anni di fatiche, errori, delusioni e anche spaccature, sotto la regia di Gigi dall’Igna gli ingegneri della Rossa hanno costruito moto da corsa sempre più competitive e prestazionali, hanno indagato aree fino a quel momento inesplorate o quasi, hanno spinto forte sull’innovazione, hanno puntato con coraggio sui giovani. Così che – parlando della MotoGP – da una moto che nessuna voleva guidare, in Ducati oggi davanti alla porta hanno la fila di piloti che vorrebbero poter salire in sella a una Desmosedici. Come non hanno fatto in Giappone – sarà colpa della distanza territoriale o di una mentalità per certi versi all’opposto di quella europea – in Austria, dove è nato il miracolo KTM, hanno sposato la stessa filosofia: organizzazione, sperimentazione e aggressività.

Del resto, la Casa che fa capo al boss Stefan Pierer e che ha in Pit Beirer il gestore dell’attività sportiva, non è abituata a vederla con lo stesso spirito del barone di De Coubertin. Lo aveva detto chiaramente, Pierer, nel momento in cui gli arancioni erano sbarcati in MotoGP: «Siamo qui per vincere, come in ogni campionato in cui partecipiamo». Piano piano ci stanno riuscendo, portando a casa qualche vittoria di tappa e, soprattutto, costruendo una struttura solida sotto la guida tecnica di Fabiano Sterlacchini, ex braccio destro di Dall’Igna, e quella sportiva di Francesco Guidotti, ex Pramac. E con l’arrivo dei risultati, crescono anche le ambizioni. E se in Ducati si sono ingranditi, schierando oggi 8 moto, in KTM non vogliono fare di meno. Anche perché per il 2024 hanno promesso una MotoGP a Pedro Acosta e non avrebbero nessuna intenzione di sacrificare ancora una volta, dopo appena un anno, un giovane del vivaio, come accaduto in passato con Iker Lecuona, Remy Gardner e Raul Fernandez. Così, l’obiettivo, difficilissimo, ormai neppure più nascosto, è quello di creare un terzo team, con una moto per lo spagnolo che in questo momento sta lottando con Tony Arbolino per il titolo Moto2. Hanno provato a sondare Lucio Cecchinello, che però resterà fedele almeno per un altro anno alla Honda, hanno adocchiato il team satellite Aprilia RNF, che finanziariamente non sembra essere chissà quanto solido. Ma anche se quella strada appare sbarrata, Pierer non si arrende. Anche se Carmelo Ezpeleta, gran capo della Dorna, giura che no, non ci sarà un allargamento della griglia. Come finirà?

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