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IL SORPASSO A... DUE RUOTE
21.10.2021 - 16:000
Aggiornamento : 22:51

A Misano ci si emoziona per Valentino Rossi e Marco Simoncelli

Abbracci e lacrime per Valentino Rossi e Marco Simoncelli. Ma c’è anche il Mondiale...

Misano diviso tra le celebrazioni e un titolo da assegnare. Ultima chiamata per Pecco Bagnaia.

di Redazione

MISANO ADRIATICO - Dal nostro corrispondente, Leonardo Villanova.

Tutto in un weekend. Emozioni, ricordi, addii (sicuri), celebrazioni (forse), lacrime, sorrisi, fumogeni e applausi. Il secondo appuntamento stagionale di Misano Adriatico, con il GP del Made in Italy e dell’Emilia-Romagna che fa il paio con quello di metà settembre, ci regalerà di tutto e anche di più.

Anche più spettatori, per fortuna, perché dai 25mila di un mese fa si salirà a quota 35mila, a riempire con ancora un po’ più di giallo quelle tribune che da queste parti sempre traboccano di passione. Quel giallo che per l'addio di Valentino Rossi assumerà inevitabilmente un tono malinconico, perché ormai siamo davvero ai titoli di coda. Misano, poi Portimão e infine Valencia a chiudere una favola bellissima, emozionante, che dura da ventisei stagioni. Ma poi ci sarà lo spazio per il rosso di Francesco Bagnaia e la Ducati, disperatamente obbligati a vincere per tenere aperto il discorso del Mondiale contro un Fabio Quartararo che in questo momento può permettersi il lusso di poter controllare senza dannarsi troppo l’anima, con quei 52 punti di vantaggio che (con 75 ancora in palio) rappresentano una ipoteca serissima sul suo primo Mondiale. E quindi, al di là della tristezza di vedere correre per l’ultima volta The Doctor, ci sarà anche la gioia e l’adrenalina per spingere Pecco e la Rossa, si spera questa volta supportati con maggior efficacia dai compagni di Desmosedici, a provare a crederci ancora un po’. Perché sarebbe bellissimo, domenica sera, lasciare il “Marco Simoncelli” dicendosi che no, non è ancora davvero finita.

Ma prima di tutto questo, prima delle lacrime di addio a Valentino, ci sarà l’emozione per il ricordo di quella testa colma di riccioli che a volte nascondevano il sorriso fanciullesco di Marco Simoncelli. Sabato saranno 10 anni dall’addio di Marco, e per chiunque ami la moto, basta chiudere un attimo gli occhi per tornare a quel giorno maledetto di Sepang, dove il Sic volava via lasciandoci tutti un po’ smarriti e increduli. In suo onore, sabato alla curva che le dà il nome, torneranno a piantare una quercia, un albero forte e antico, capace di resistere al tempo. Come Marco, che anche se non c’è più, non ci ha mai lasciati per davvero.

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