Fratelli contro: il Mondiale delle famiglie divise dal pallone

Dai Williams ai Doué, passando per i Souttar: sette coppie di fratelli sono presenti al Mondiale 2026, ma non sempre sotto la stessa bandiera.
Dai Williams ai Doué, passando per i Souttar: sette coppie di fratelli sono presenti al Mondiale 2026, ma non sempre sotto la stessa bandiera.
NEW YORK - Al Mondiale non si sfidano soltanto nazionali e campioni. In Nord America va in scena anche il torneo delle famiglie, con ben sette coppie di fratelli presenti alla fase finale. Alcuni condividono la stessa maglia, come i Duarte (Laros e Deroy) di Capo Verde, i Bacuna (Leandro e Juninho) di Curaçao e i francesi Theo e Lucas Hernandez. Altri, invece, si troveranno su fronti opposti, divisi da scelte di cuore, identità e appartenenza.
Il caso più celebre è quello di Iñaki e Nico Williams. Cresciuti insieme all’Athletic Bilbao, hanno intrapreso percorsi diversi a livello internazionale: Iñaki ha scelto di rappresentare il Ghana, terra d’origine dei genitori, mentre Nico è diventato uno dei simboli della nuova Spagna, con cui ha conquistato l’Europeo del 2024. Una rivalità solo sportiva, perché il legame tra i due resta fortissimo.
Una storia simile riguarda Derrick Luckassen e Brian Brobbey. Entrambi nati ad Amsterdam da madre ghanese, hanno seguito strade differenti: il primo veste la maglia del Ghana dopo aver giocato nelle selezioni giovanili olandesi, il secondo è entrato nel giro della nazionale dei Paesi Bassi e ha già debuttato in questo Mondiale.
Divisi anche i fratelli Doué. Cresciuti in Francia da padre ivoriano e madre francese, Desiré ha scelto i Bleus, mentre Guéla difende i colori della Costa d’Avorio. I due hanno mosso i primi passi insieme nel Rennes, prima che le loro carriere prendessero direzioni diverse.
C’è poi la storia dei fratelli Souttar, sospesi tra Scozia e Australia. Entrambi cresciuti calcisticamente in terra scozzese, nel 2019 hanno fatto scelte opposte: John è rimasto fedele alla Scozia, mentre Harry ha optato per l’Australia. All’esordio mondiale hanno entrambi festeggiato una vittoria, seppur su lati opposti del tabellone.
Per alcuni il Mondiale è il sogno di una vita. Per altri è anche una questione di famiglia. E quest’anno, più che mai, il pallone divide i fratelli senza spezzare i legami.








