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Gli Squali Blu hanno morso la Spagna: «Un miracolo»

Americo Fernandes, nato a Capo Verde e che oggi vive a Locarno, ci ha raccontato la clamorosa impresa del Paese africano conosciuto nel mondo anche grazie al film di sua nipote, arrivato secondo due anni fa al Locarno Film Festival
Gli Squali Blu hanno morso la Spagna: «Un miracolo»
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Gli Squali Blu hanno morso la Spagna: «Un miracolo»
Americo Fernandes, nato a Capo Verde e che oggi vive a Locarno, ci ha raccontato la clamorosa impresa del Paese africano conosciuto nel mondo anche grazie al film di sua nipote, arrivato secondo due anni fa al Locarno Film Festival
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LOCARNO - C'è un ticinese d'adozione, Americo Fernandes, che ha vissuto con grande emozione la storica impresa di Capo Verde. Lunedì la nazionale africana ha fermato sullo 0-0 una delle grandi favorite del torneo, la Spagna, conquistando un punto storico che vale molto più di un semplice pareggio. Con una prestazione di straordinaria compattezza, sacrificio e organizzazione tattica, gli Squali Blu hanno resistito agli assalti delle Furie Rosse, regalando ai propri tifosi una serata destinata a entrare nella storia del calcio. Un risultato sorprendente che riapre gli equilibri del girone e conferma come, nel calcio, nulla sia davvero impossibile. «Sì, diciamo che stiamo festeggiando da lunedì - ci ha detto il 65enne Fernandes, nato a Capo Verde e che oggi vive a Locarno, dove è anche presidente del Boxe Club - È stata una cosa completamente fuori dal normale, ma è andata così. Ci prendiamo questo pareggio e c'è già un'attesa spasmodica per la sfida di questa sera (domenica, a mezzanotte, ndr) contro l'Uruguay».

Il grande merito è da attribuire anche a Vozinha, che ha letteralmente parato tutto... «Ero in televisione e ho subito detto che in squadra avevamo uno che para tutto, il 40enne Vozinha. E così è stato... Devo ammettere che l'ho detto anche un po' per scherzo, per autoconvincermi che sarebbe potuto davvero succedere. Siamo riusciti a fare qualcosa che nessuno si aspettava. Per noi un pareggio vale come una vittoria. I giornali in Patria parlano giustamente di un miracolo. E Vozinha è naturalmente diventato il nuovo eroe nazionale per tutte le parate che ha fatto».

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Mai come in questo caso è stata la vittoria della squadra... «Non è facile, per un allenatore che vive a Capo Verde come Pedro Brito, mettere insieme una squadra composta in gran parte da giocatori che militano in Europa e creare l'unità vista in campo lunedì. Dopo la vittoria per 3-0 sulla Serbia in amichevole, abbiamo dimostrato che ci siamo anche noi e che non siamo andati al Mondiale solo per fare le comparse».

E ora, nel mondo, un po' tutti sono diventati tifosi (almeno un po') di Capo Verde: «Devo dire che il film realizzato da mia nipote Denise Fernandes, dal titolo "Hanami" - arrivato secondo al Festival del Film di Locarno due anni fa - ha contribuito a mostrare ancora di più il lato autentico, selvaggio e magnetico di Capo Verde. Il film mette in luce il contrasto visivo e l'anima profonda del nostro Paese, concentrandosi su elementi unici. Tante persone sono rimaste colpite dalla bellezza della nostra terra».

Fernandes, un ticinese d'adozione... «Il Ticino è casa mia. 43 anni fa arrivai in Svizzera, vivendo dapprima un anno in Romandia per poi trasferirmi a sud delle Alpi. Arrivai con una ragazza capoverdiana che oggi non so se sia ancora qui. Penso che nella Svizzera italiana ci siano al massimo una decina di capoverdiani. Siamo una comunità piccola che non si vede, ma ci siamo...».

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