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«Credo che si farà di tutto affinché resti Lombardi»

Federico Lorenzetti, presidente del Fans Club BL15 ha detto la sua in vista dell'8 febbraio, giorno nel quale l'HCAP potrebbe cambiare volto: «Ma non penso che succederà...»
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«Credo che si farà di tutto affinché resti Lombardi»
Federico Lorenzetti, presidente del Fans Club BL15 ha detto la sua in vista dell'8 febbraio, giorno nel quale l'HCAP potrebbe cambiare volto: «Ma non penso che succederà...»
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AMBRÌ - L'8 febbraio - giorno in cui è stata convocata l'Assemblea straordinaria - è una data che potrebbe rivelarsi storica per l'Hockey Club Ambrì Piotta. Filippo Lombardi cederà il testimone oppure continuerà a rimanere in cabina di regia? C'è chi spera che, dopo tanti anni, possa finalmente sopraggiungere una ventata d'aria fresca in Leventina. C'è chi, invece, è preoccupato pensando a un Ambrì senza colui che, ormai dal lontano 2009, porta avanti la "baracca". Ne abbiamo discusso con Federico Lorenzetti, presidente del Fans Club BL15 ed ex presidente dell'Interclub HCAP.

«Spesso c'è molta ipocrisia quando si critica l'Ambrì. Io, quando in passato lo criticavo, non lo facevo in base ai risultati sportivi ma perché effettivamente c'erano degli aspetti che non mi convincevano. Oggi, invece, quando le cose vanno male si attacca il presidente. Nessuno però si è mai messo in gioco nella misura in cui l'ha fatto lui... E questo gli va riconosciuto...».

C'è il discorso-pista che fa pendere pesantemente l'ago della bilancia nella direzione di Lombardi...
«Esattamente, anche se alcuni pensavano che fosse la panacea di tutti i mali. Da parte mia, ho sempre detto che nell’immediato non avrebbe portato alcun beneficio a livello economico. Pensare che con il nuovo impianto avremmo risolto tutti i problemi finanziari è deleterio. Non funziona così. Ci vogliono anni, perché la pista comporta anche dei costi importanti, quelli che stanno tenendo sulle spine il club, che - non dimentichiamo - deve far fronte anche ai prestiti Covid. La pista nuova ha creato delle attese esagerate nel pubblico ma oggi si dà la colpa a Lombardi se le cose non vanno». 

Da dove nasce questo astio generale nei confronti del presidente?
«Trovo sia ingeneroso che nessuno, nemmeno quando le cose andavano piuttosto bene, abbia mai rivolto un applauso a Filippo. Anche in quei momenti si è sempre cercato di trovare qualcosa che non andava per attaccare Lombardi. O la birra che costava di più, o i panini più piccoli venduti allo stesso prezzo. Non si può passare una vita a essere scontenti, allora è meglio levarsi la sciarpa e fare altro».

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A tuo avviso, cosa succederà l'8 febbraio?
«Come ha annunciato in ottobre, Filippo rimetterà il suo mandato. Ma penso che alla fine si farà di tutto affinché resti in carica. In giro non vedo nessun altro in grado di garantire la sua disponibilità. Quello che eventualmente arriverà dopo dovrà essere disposto a pareggiare almeno ciò che ha messo Lombardi in tutti questi anni: soldi, passione, voglia, ma soprattutto spalle larghe. Io posso assicurarvi di aver visto Lombardi piangere per l’Ambrì. In passato abbiamo avuto qualche screzio, ma non ho mai messo in dubbio la dedizione e l'amore messi in campo per il bene di questo club». 

Ma non pensi sia giunto il momento di un cambiamento? Come hai vissuto la scivolata del presidente nell'ormai famosissima conferenza stampa di ottobre?
«Certamente potrebbe essere arrivato il momento per un avvicendamento. Non dico di no. Ma questo non è sinonimo di un miglioramento delle cose. Guardate il Berna, con un budget nemmeno paragonabile a quello dell’Ambrì, ha praticamente gli stessi punti in classifica. La conferenza di Duca o Cereda? Non sono riuscito a guardarla tutta, ho spento a metà. Mi ha dato molto fastidio vedere quel teatrino, trovo sia stato un autogol clamoroso. Non discuto la scelta, perché ogni tanto è giusto lasciar spazio a dei cambiamenti, ma i modi in cui si è svolta la conferenza mi hanno lasciato parecchio basito».

Come valuti, invece, la decisione di puntare su Lars Weibel?
«Tanti pensano che non sia la scelta giusta ma secondo me potrà fare bene. È qualcosa di nuovo, è un profondo conoscitore dell'hockey svizzero e mi sembra una persona competente. Non penso che abbia lasciato la federazione per venire a fare pessime figure ad Ambrì. Il problema è che comincerà a lavorare in giugno, dunque attendiamoci una prossima stagione abbastanza complicata».

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