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«Il weekend è andato male, ora bisogna rialzare la testa e il derby è un'occasione per farlo»

Hnat Domenichelli, GM del Lugano, parla del derby e del momento dei bianconeri: «Dobbiamo ripartire, ho piena fiducia nel gruppo».
TiPress/archivio
«Il weekend è andato male, ora bisogna rialzare la testa e il derby è un'occasione per farlo»
Hnat Domenichelli, GM del Lugano, parla del derby e del momento dei bianconeri: «Dobbiamo ripartire, ho piena fiducia nel gruppo».
«Mercato? In spogliatoio ci sono 23-25 giocatori. Non vi aspettate che arrivi un singolo a salvare tutto».
Hockey - LNA10.01.2023

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LUGANO - Un passo avanti, due indietro. Iniziato col piede giusto grazie alla vittoria sul Losanna, il 2023 del Lugano ha poi immediatamente vissuto un weekend con tante (troppe) ombre, condito da due brutte sconfitte contro Berna e Langnau. E cos&ig...

LUGANO - Un passo avanti, due indietro. Iniziato col piede giusto grazie alla vittoria sul Losanna, il 2023 del Lugano ha poi immediatamente vissuto un weekend con tante (troppe) ombre, condito da due brutte sconfitte contro Berna e Langnau. E così i bianconeri, che domani ospitano l’Ambrì e tornano a riassaporare l’amata aria di derby - vinti 13 degli ultimi 14 - restano in cerca di continuità e di una vera svolta, mai arrivata nemmeno dopo l’insediamento di Gianinazzi.

Sulla stracantonale e sul momento del Lugano - confermatosi fragile a livello mentale nel doppio incrocio in salsa bernese - è intervenuto Hnat Domenichelli.
«Il weekend è andato male, ma ora dobbiamo ripartire e prepararci per la sfida con l’Ambrì: tutti sanno l'importanza dei prossimi impegni», sottolinea il GM, senza puntare il dito contro i singoli. «I bilanci li faremo a fine campionato. Per ora siamo a metà ed è inutile parlare di singoli. Ho piena fiducia in questo gruppo. I ragazzi devono rialzare la testa e domani hanno una possibilità per farlo».

Catapultato in panchina dopo l’addio di McSorley, Gianinazzi è al timone da quasi 100 giorni. La società è soddisfatta di quanto il coach ha fatto fin qui?
«Questa non è la sua squadra, nel senso che se l’è ritrovata tra le mani a campionato in corso. Con lui abbiamo un programma a lungo termine e sta già facendo un bel lavoro».

In novembre si era visto un buon Lugano, poi l'impressione è che la squadra si sia nuovamente smarrita. Come mai?
«Non sono d’accordo - ribatte l’ex attaccante - Ci sono state vittorie e sconfitte, ma la squadra ha sempre lottato. Se non si vince, non vuol dire che la squadra non abbia lottato. Quello passato è stato un weekend storto, ma siamo nel gruppo di chi lotta per i pre-playoff e il nostro obiettivo deve essere quello».

Quando si lotta per un obiettivo, come è possibile iniziare una partita così male come è accaduto sabato a Langnau?
«Noi avevamo giocato anche la sera prima, loro no: probabilmente abbiamo iniziato con le gambe un po’ imballate e 2 minuti di blackout ci sono costati tantissimo. Siamo andati sotto 3-0, poi una reazione c’è stata ma qualche errore individuale ha fatto il resto e così abbiamo subito sei gol. La squadra però non è morta, non è tutto buio».

In ottobre si era detto che la società avrebbe sostenuto incondizionatamente Gianinazzi nel suo lavoro. State pensando di intervenire sul mercato per fornirgli un rinforzo? Kaski è partito quasi un mese fa…
«Come supporto siamo sempre al 100% con Luca, stiamo lavorando e parliamo ogni giorno. Ora serve un po’ di pazienza. Anche per valutare l'entità degli infortuni, come nel caso di Granlund. Connolly l’avevamo preso dopo l’infortunio di Carr. Poi, gli altri ferimenti di giocatori svizzeri in attacco, hanno fatto sì che Kaski rimanesse sovente in tribuna e abbiamo risolto il contratto. Eravamo anche obbligati perché non possiamo avere 8 stranieri “titolari” a quei prezzi. C'è un budget da rispettare. Ora, se vi aspettate che arrivi un nuovo straniero a salvare il Lugano domani, non succederà. Chi arriverà lo farà per sopperire agli infortuni, ma ci sono 23-25 giocatori nello spogliatoio. È il gruppo che deve rimanere unito e giocare bene, scrivere la propria storia. Non è un singolo che salva tutto».

In casa Lugano si percepisce una certa disaffezione dei tifosi?
«Non credo proprio. Ho visto tanti tifosi sempre al nostro fianco. Ho visto una curva quasi piena contro il Berna. Sono frustrati perché la classifica un po’ piange, magari qualcuno è anche arrabbiato, ma non credo che si siano allontanati».

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Ultimo aggiornamento: 03.02.2026 12:46
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