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NATIONAL LEAGUE/NHL«Andare in NHL significa uscire dalla zona di comfort»

15.07.21 - 08:00
Gregory Hofmann sta per coronare il suo sogno: «Non vedo l'ora di scoprire un mondo nuovo».
TiPress
«Andare in NHL significa uscire dalla zona di comfort»
Gregory Hofmann sta per coronare il suo sogno: «Non vedo l'ora di scoprire un mondo nuovo».
«Elvis sta vivendo un momento difficile, lo sto lasciando tranquillo».
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ZUGO - È un'estate di spasmodica attesa per Gregory Hofmann. Poi il suo sogno, quello di cimentarsi con il campionato hockeistico più spettacolare al mondo, sarà coronato. Sono passati oltre dieci anni dal suo esordio in National League con la maglia dell'Ambrì. Da quel momento di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia: a suon di lavoro duro, reti e assist il 28enne si è guadagnato la chiamata dei Columbus Blue Jackets. Una chiamata tanto attesa, quanto meritata...

«In queste settimane ho tante cose a cui pensare - le parole di Hofmann, che negli scorsi giorni ha annunciato sui social che tra qualche mese diventerà papà - È però tutto piacevole, sono rilassato e sto cercando di curare ogni aspetto senza stress. Vi assicuro che dentro di me c'è una grandissima voglia di cominciare. Non vedo l'ora di scoprire un mondo nuovo, sperando di riuscire a sfruttare questa occasione».

Quando è in programma il trasloco?
«Mi trasferirò oltreoceano tra fine agosto e inizio settembre. Attorno alla metà del mese prossimo, invece, verrò in Ticino per qualche giorno dove ho acquistato un appartamento».

Come si sta svolgendo la preparazione?
«Mi sto allenando a Zugo. Reputo ci siano tutti i comfort e le infrastrutture adatte per preparare la nuova avventura, compreso il ghiaccio. Ho i miei programmi personali da seguire».

Quanto è importante la presenza a Columbus di Elvis Merzlikins?
«Elvis sta vivendo un momento molto difficile dopo la morte del suo compagno Matiss Kivlenieks. In questo periodo, quindi, voglio lasciarlo tranquillo. Non ha senso disturbarlo. Nelle scorse settimane lui e sua moglie mi hanno comunque aiutato tantissimo a trovare l'appartamento in cui vivere. Ritrovarlo sarà qualcosa di bellissimo».

Il sogno di ogni giocatore di hockey è quello un giorno di giocare in NHL. A chi vuoi dire grazie?
«Innanzitutto alla mia famiglia, senza la quale un passo del genere non sarebbe mai stato possibile. Poi mia moglie, che mi seguirà in questa nuova avventura, e la moglie di mio papà che fa tantissime cose per me al di fuori del ghiaccio. Ho la fortuna di poter contare su una famiglia molto unita». 

...e a livello sportivo? 
«La lista è lunghissima, impossibile citarli tutti. Tutte le tappe della mia carriera sono state importanti. Tra queste ci sono sicuramente anche i due club ticinesi: ad Ambrì ho iniziato a muovere i primi passi nell'hockey che conta, mentre a Lugano sono riuscito a esplodere. Ma anche Davos e Zugo sono state esperienze arricchenti e incredibili».

A Columbus lavora Rick Nash, tuo ex compagno a Davos: quanto è contata la sua presenza?
«Direi molto. Abbiamo giocato insieme e ha seguito da vicino la mia carriera. Mi conosce sia come persona che come giocatore, ci siamo sentiti spesso negli ultimi mesi. Mi ha detto che da me si aspettano che riesca a portare in NHL quanto fatto in Svizzera. Qualora ci riuscissi sarebbe già un bel punto di partenza».

Esordire in NHL a 28 anni è merce rara...
«Sono contento di quello che sono riuscito a raccogliere in Svizzera. Andare in NHL significa uscire dalla zona di comfort. Non volevo arrivare a fine carriera con il rimpianto di non avercela fatta. Mi piacciono le sfide, è da inizio carriera che le cerco senza sosta».

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COMMENTI
 

Alex 3 anni fa su tio
strano che non vuole sposare il progetto....di solito cambia squadra per questo...magari stavolta lo fa per la lingua....anzi sicuramente...

Bibo 3 anni fa su tio
Risposta a Alex
Intanto sposando il progetto Zugo ha vinto il titolo... ;-)
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