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«Felice di aver ritrovato il ghiaccio... e lo spogliatoio. Lugano? Sono pronto»

Sandro Zurkirchen è carico: «A causa del lockdown quest'anno le emozioni sono ancora più intense».
Tipress, archivio
«Felice di aver ritrovato il ghiaccio... e lo spogliatoio. Lugano? Sono pronto»
Sandro Zurkirchen è carico: «A causa del lockdown quest'anno le emozioni sono ancora più intense».
Il portiere bianconero: «Forma fisica? Ho sempre bisogno di almeno due-tre settimane per iniziare a sentirmi comodo nel nuovo materiale».
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Sandro Zurkirchen è felice di essere tornato a difendere i pali del suo Lugano alla Cornèr Arena, cinque mesi dopo l'ultima volta. L'estremo difensore 30enne si appresta di conseguenza a iniziare il secondo campionato con i bianconeri, ...

Sandro Zurkirchen è felice di essere tornato a difendere i pali del suo Lugano alla Cornèr Arena, cinque mesi dopo l'ultima volta.

L'estremo difensore 30enne si appresta di conseguenza a iniziare il secondo campionato con i bianconeri, dove dovrà dividersi i compiti con i colleghi di reparto Niklas Schlegel e Stefan Müller. «Sono contento di essere finalmente sceso in pista con tutti i miei compagni», ha analizzato proprio Zurkirchen. «Devo dire che è stato davvero bello ritrovare sia il ghiaccio sia l'ambiente dello spogliatoio. In questo periodo della stagione si provano sempre delle sensazioni speciali ma quest'anno, a causa del lockdown, le emozioni sono ancora più intense».

Quanto è difficile per i portieri ritrovare la forma fisica dopo un lungo periodo in cui non si mettono i pattini? «Per ogni portiere è un po' differente a dipendenza delle proprie abitudini. Per quanto mi riguarda ho sempre bisogno di almeno due-tre settimane per iniziare a sentirmi comodo nel nuovo materiale, soprattutto per quanto concerne i pattini e i gambali. Come ho detto in precedenza però, la cosa più importante è aver ritrovato un buon feeling con il ghiaccio. Per il resto ci vuole soltanto del tempo».

Come ti sei preparato durante questa estate? «È stato particolare poiché la pandemia Covid-19 ha obbligato il gruppo ad allenarsi a casa per le prime sei settimane. In ogni caso fra le mura domestiche ero attrezzato bene e sono riuscito a lavorare con costanza, seguendo alla lettera il programma degli allenamenti che mi è stato consegnato dal nostro preparatore atletico. In seguito - prima di iniziare tutti insieme alla Cornèr Arena - ho lavorato duramente anche con il mio fisioterapista per stabilizzare il ginocchio che mi ha dato qualche fastidio nella scorsa stagione. Adesso mi sento bene, sono pronto e motivato ad aiutare il Lugano a raggiungere i propri obiettivi».

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