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SPAREGGI MONDIALI

«Un terzo mondiale senza l'Italia? Non voglio nemmeno pensarci. Sarebbe una tragedia»

Questa sera la Nazionale guidata da Gattuso affronterà la semifinale di playoff contro l'Irlanda del Nord.
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«Un terzo mondiale senza l'Italia? Non voglio nemmeno pensarci. Sarebbe una tragedia»
Questa sera la Nazionale guidata da Gattuso affronterà la semifinale di playoff contro l'Irlanda del Nord.
Abbiamo tastato il polso a Paolo Tramezzani: «Gli Azzurri a livello individuale sono superiori alle altre squadre, ma in una partita secca può succedere di tutto».
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BERGAMO - 13 novembre 2017. 24 marzo 2022. Due date (nefaste) per il calcio azzurro. In quelle due serate l'Italia vide infatti spezzarsi il proprio sogno mondiale. La prima volta a San Siro contro la Svezia con un malinconico 0-0 dopo lo 0-1 dell'andata a Stoccolma, la seconda a Palermo contro la Macedonia del Nord con gol decisivo di Trajkovski nel recupero al primo tiro in porta. Due precedenti (dolorosi) che l'Italia pallonara spera di cancellare, partendo dal primo match di playoff di questa stasera a Bergamo contro l'Irlanda del Nord. Fallire per la terza volta consecutiva la qualificazione alla Coppa del Mondo per i quattro volte trionfatori (1934, 1938, 1982 e 2006) sarebbe infatti un dramma. «Sarebbe una tragedia calcistica», ci conferma Paolo Tramezzani, attuale allenatore del Como Women.

Dopo la Svezia e la Macedonia del Nord, l’Italia è al suo terzo playoff consecutivo. Nei precedenti andò male. È pensabile una terza edizione dei mondiali senza gli Azzurri?
«Mi auguro di no, ma nel calcio tutto è possibile. D'altronde era imprevedibile e impensabile anche le altre due volte eppure è successo. Ed è chiaro che questa cosa può pesare e spaventare. È un aspetto che va gestito e tenuto in considerazione. Poi credo che l'Italia sia superiore alle squadre che dovrà affrontare per arrivare ai mondiali».

L'Italia è sicuramente favorita in casa contro l’Irlanda del Nord, ma superato questo ostacolo dovrà andare in trasferta a conquistarsi la qualificazione. E né Cardiff né Sarajevo sono campi “facili”.
«Sono effettivamente trasferte complicate. La partita contro l'Irlanda del Nord è sicuramente più semplice. Perché giochi in casa. In uno stadio che è caldo e con i tifosi che sicuramente ti danno una mano. Per questo sono molto fiducioso per la gara di giovedì (oggi, ndr). Le partite secche restano comunque complicate perché dipendono da tanti fattori. Però, ripeto, l'Italia a livello individuale è superiore alle altre squadre. Soprattutto a livello di esperienza. Diversi giocatori hanno vinto gli europei pochi anni fa (era il 2021, ndr) e sanno come vanno giocate e interpretate queste partite. Fondamentale sarà come l'hanno preparata. Per questo mi auguro che la mancata qualificazione alle ultime due edizioni della Coppa del Mondo sia gestita nella maniera giusta. Che non preoccupi o spaventi. Queste sono infatti partite che vanno giocate con coraggio, benché la posta in palio sia altissima. Anche per questo, Gattuso ha cercato di proteggere e isolare il gruppo».

Soprattutto a livello mentale. Perché una terza esclusione consecutiva dal mondiale sarebbe un dramma...
«Sì, calcisticamente parlando sarebbe un disastro. Una scuola come la nostra fuori per il terzo mondiale consecutivo... Faccio fatica anche solo a pensarci o a credere a questa cosa. Poi bisogna dire che l'Italia è imprevedibile sia nel bene che nel male. Perché pur non essendo la squadra più forte, nel 2021 ha vinto l'europeo. Dobbiamo ritrovare un po' quella spavalderia. È vero che la maglia azzurra pesa, ma lo staff e i giocatori devono essere bravi ad alleggerire queste gare dal punto di vista mentale».

Imago13 novembre 2017. La Svezia pareggia a San Siro ed estromette l'Italia da Russia 2018.

Ma quello mentale non è l'unico limite attuale del calcio italiano.
«Quando giochiamo a livello internazionale facciamo fatica a livello di ritmo. Rispetto alle top-nazionali siamo molto più lenti. Lenti a muovere la palla, nella costruzione e nelle transizioni. Gli altri hanno un altro passo. Un altro motore. E non solo a livello tecnico. Conta anche l'aspetto fisico e mentale. Un esempio di questo è il cammino delle nostre squadre in Champions League che è stato catastrofico. Alla fine abbiamo perso negli spareggi contro squadre come il Bodo e il Galatasaray. L'impressione è che sotto tanti punti di vista siamo rimasti indietro. E al di là della gioia di aver vinto l'Euro 2020, quel successo ci ha fatto sentire troppo "bravi" e abbiamo smesso di costruire e lavorare».

Anche in questi playoff Gattuso ha puntato sui nomi sicuri” anche se questi giocano poco. Scelta giusta o ci voleva più coraggio?
«Per queste partite il CT ha puntato su giocatori già pronti. Però è chiaro che prima o poi bisognerà osare qualcosa, proponendo qualche calciatore più giovane che con la sua esuberanza magari sente meno il peso della maglia. Insomma, mi sarebbe piaciuto vedere qualche novità con l'inserimento di qualche elemento nuovo».

I giovani. Appunto. L’Italia a livello giovanile sta sfornando diversi talenti. Che però per giocare (spesso) devono andare all’estero. E che anche in nazionale vengono inseriti con il contagocce… Non è un po’ peccato considerando che le altre grandi nazioni i talenti (vedasi Yamal, Karl o Doué) li gettano nella mischia molto presto?
«Questo è un grosso problema del nostro calcio. Non crediamo abbastanza nei giovani. Forse è vero che non abbiamo fenomeni generazionali alla Yamal, ma è pure vero che i talenti che abbiamo non riusciamo a valorizzarli. E questo è un grosso peccato»

Molti talenti italiani, infatti, hanno dovuto andare all'estero per trovare spazio...
«Molti vanno all'estero in giovanissima età. A 14 e 15 anni. E li capisco. Perché lì hanno maggiori opportunità. Fuori dall'Italia lavorano infatti in maniera diversa con i giovani di talento».

Imago24 marzo 2022. La Macedonia del Nord espugna Palermo ed esclude gli Azzurri da Qatar 2022.
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