Cerca e trova immobili
CALCIO

«Il campionato svizzero resta forte»

Nessuna squadra di Super League ha raggiunto gli ottavi in una delle tre competizioni continentali e il ranking UEFA ne risente. Paolo Tramezzani: «Il calcio è ciclico, non sono preoccupato».
Imago
«Il campionato svizzero resta forte»
Nessuna squadra di Super League ha raggiunto gli ottavi in una delle tre competizioni continentali e il ranking UEFA ne risente. Paolo Tramezzani: «Il calcio è ciclico, non sono preoccupato».
CALCIO: Risultati e classifiche

LUGANO - Con l'uscita di scena del Losanna dai playoff di Conference League la Svizzera ha perso la sua ultima rappresentante nelle Coppe europee. Negli ottavi delle tre competizioni continentali - Champions, Europa e Conference League - non ci saranno quindi squadre elvetiche. Una pessima notizie per il ranking UEFA nel quale la Svizzera è precipitata giù giù fino al sedicesimo posto (vedi box).

La classifica:
1. Inghilterra, 2. Italia, 3. Spagna, 4. Germania, 5. Francia, 6. Portogallo, 7. Paesi Bassi, 8. Belgio, 9. Turchia, 10. Repubblica Ceca, 11. Grecia, 12. Polonia, 13. Danimarca, 14. Norvegia, 15. Cipro, 16. Svizzera.

Fonte: UEFA

Da cinque a quattro - Un capitombolo, questo, che avrà ripercussioni (anche) pesanti sul numero di squadre che la nostra Super League potrà portare in futuro nelle varie coppe continentali e sul cammino che queste dovranno intraprendere per accedere alle fasi a campionato. Nello specifico al cancelletto di partenza della prossima campagna europea (quella 2026/27) saranno presenti solo quattro club elvetici (invece che cinque): i primi tre classificati della Super League e il vincitore della Coppa Svizzera.

Cammino più complicato - Il loro cammino verso la fase a campionato, inoltre, sarà molto più complicato. Ad esempio il campione svizzero (per ora il Thun), che finora entrava in scena negli spareggi di Champions con garantito il "paracadute" dell'Europa League, dal 2026/27 partirà dal secondo turno di qualificazione e sarà chiamato a superare tre turni e perdendoli tutti si troverebbe fuori dall'Europa (vedi box). Una sorte analoga toccherà alla seconda e terza forza del nostro campionato (attualmente San Gallo e Lugano) che dovranno superare ben tre turni per entrare nella fase principale di Conference League, mentre andrà ancora peggio al vincitore della Coppa nazionale che partirà dal primo turno qualificativo di Europa League e dovrà affrontarne quattro.

Così il campione svizzero si troverebbe senza Europa:

Sconfitta Q2 Champions League
Sconfitta Q3 Europa League
Sconfitta Playoff Conference League

«Sorpreso» - In futuro, insomma, vedere una squadra svizzera battagliare in una fase a campionato di una delle tre competizioni europee non sarà per nulla scontato. «È una situazione che mi sorprende», esordisce Paolo Tramezzani, ex allenatore di Lugano, Yverdon e Sion, attualmente alla guida del Como Women. «Perché considero quello svizzero un ottimo campionato a livello qualitativo. E lo reputo pure molto competitivo, soprattutto da quando si è spezzato il dominio di Basilea e YB. Quest'anno poi c'è il capolavoro del Thun».

«Una stagione storta» - Tramezzani non è quindi preoccupato per l'esclusione precoce dalla cartina europea dei club svizzeri. «Una stagione storta o meno positiva può capitare», precisa il 55enne. «Chiaro che la perdita di qualche posizione nel ranking potrebbe essere un problema soprattutto a causa di un cammino nelle qualificazioni più lungo e difficoltoso. Ma io sono fiducioso. E vedo questa stagione come un incidente di percorso».

«Campionato interessante» - Un incidente di percorso che però potrebbe avere anche ripercussioni e innescare un vero e proprio circolo vizioso per le nostre compagini: meno squadre in Europa significa infatti meno soldi, meno visibilità e meno investimenti. «Questo potrebbe essere effettivamente un problema», ammette Tramezzani. «Sono però convinto che il campionato svizzero resti un campionato interessante e in crescita costante negli ultimi anni. Così come la nazionale».

Il calcio è ciclico - Per Tramezzani il calcio è ciclico e ogni nazione va incontro a periodi di difficoltà. «Basta guardare quello che sta succedendo in Italia. Fino a qualche decennio fa era impensabile che non si qualificasse per i Mondiali. Oggi invece ha già saltato due edizioni e rischia di mancarne una terza». Per il 55enne oggi domina chi investe. Ma si può fare bene anche con mezzi più limitati. «E la Svizzera è un ottimo esempio da questo punto di vista. Perché è molto brava a lavorare con i talenti e c'è una grande conoscenza di calcio. L'ho appurato già nel 2011. Io ero con la nazionale albanese. E la maggior parte dei nostri giocatori giocavano in Svizzera. Poi nel 2017 sono venuto ad allenare qui e ho sempre visto crescere questo campionato. E credimi - conclude Tramezzani - è molto seguito anche fuori. Prova ne è che tantissimi giocatori svizzeri e formati qui ora giocano in campionati importanti».

Entra nel canale WhatsApp di Ticinonline.
Iscriviti alla newsletter giornaliera di Tio per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella di posta.
Naviga su tio.ch senza pubblicità Prova TioABO per 7 giorni.
COMMENTI
NOTIZIE PIÙ LETTE