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Spalletti e l'addio all'Italia: «Mi toglie il sonno»

Il 66enne ha toccato diversi temi: «A Napoli il più grande dispetto»
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Spalletti e l'addio all'Italia: «Mi toglie il sonno»
Il 66enne ha toccato diversi temi: «A Napoli il più grande dispetto»
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CERTALDO - Non è mai banale Luciano Spalletti quando parla. In un'intervista a "La Repubblica", il 66enne toscano ha raccontato del suo rapporto "morboso" con il mondo del calcio. «Mi ha rovinato la vita. Ho voluto più bene al calcio che a me stes...

CERTALDO - Non è mai banale Luciano Spalletti quando parla. In un'intervista a "La Repubblica", il 66enne toscano ha raccontato del suo rapporto "morboso" con il mondo del calcio. «Mi ha rovinato la vita. Ho voluto più bene al calcio che a me stesso, gli ho sacrificato le persone a me più care».

Spalletti si è poi soffermato sul recente esonero in Nazionale. «Non mi passa mai. Mi toglie il sonno. Mi condiziona in tutto. Il pensiero torna sempre lì. Se ho sbagliato ad accettare l'incarico? No. Perché la Nazionale non si sceglie. La Nazionale chiama. E quando lo fa, devi solo rispondere, senza esitazioni. Devi gonfiare il petto e metterti a disposizione. L'Italia di oggi? L’ho detto anche ai giocatori: non vi fate fregare da chi dice che siete scarsi. Siete di alto livello. Anche se è finita così e la responsabilità è solo mia, non mi priverei mai di Bastoni, Barella, Dimarco: del mio gruppo storico, insomma. Dopo l’Europeo eravamo tornati a fare le cose giuste, ho pensato che avessimo trovato la via. Ma, come succede a volte nelle nostre campagne, tu scavi il solco per l’acqua, ma quella prende una strada sua. E scava, e scava e alla fine si crea una voragine».

Infine sul litigioso rapporto con Aurelio De Laurentiis a Napoli. «Con il gesto di lasciare Napoli ho contribuito a far riconoscere situazioni che poi sono state chiare un anno dopo, quando il presidente Aurelio De Laurentiis ha capito che per vincere ancora avrebbe avuto bisogno di prendere un grande allenatore, che non dipendeva tutto solo da lui. Il più grande dispetto che ho ricevuto è stato non averci fatto sfilare per la città sul pullman dopo lo scudetto. Mi mancherà per sempre, ancora di più mi è mancato dopo averli visti sfilare quest’anno. Ho chiesto a dei calciatori di mandarmi il video, per capire almeno che effetto facesse quella folla da lì sopra».

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