Red Bull Crashed Ice, Kim Müller: "Un'esperienza adrenalinica"

Decimo nel ranking mondiale l'airolese è pronto per una nuova stagione a tutta velocità
Decimo nel ranking mondiale l'airolese è pronto per una nuova stagione a tutta velocità
AIROLO - Kim Müller è decimo nel ranking mondiale della Red Bull Crashed Ice. Già leggendo il nome della marca che sostiene questa competizione si può capire che non si parla di uno sport per tutti. Ma il 24enne di Airolo si è già tolto diverse soddisfazioni e, sedicesimo nel 2011, è pronto per la nuova stagione, dove ancora una volta saranno finlandesi, il campione 2011 è Arttu Pihlainen, e canadesi le nazionalità da battere.
Le gare proprongono quattro atleti che scendono a tutta velocità con i pattini su una rocambolesca pista di ghiaccio fra spintoni, ostacoli e acrobazie, obiettivo: arrivare per primi al traguardo. La competizione che si sviluppa in tappe internazionali porta spesso il 24enne lontno da casa, un impegno non indifferente. "Ho finito gli studi di ingegneria meccanica e ora lavoro all’Airlight Energy Manufacturing SA - ha spiegato Müller - non è mai stato semplice seguire questa passione, anche economicamente, ma posso fare qualche sacrificio, ora approfitto delle ferie per poter partecipare alle gare".
Pensare che Kim si è imbattuto in questa disciplina quasi per caso. "Ho visto un cartellone che presentava il primo evento a Davos nel 2008 mentre stavo andando in trasferta con la mia squadra di hockey, mi sono iscritto via internet e da lì non ho più smesso. Ho sempre registrato ottimi tempi fin dalle qualifiche entrando ben presto nella top 32".
Spesso chi pratica questa disciplina è un giocatore o ex giocatore di hockey, come il ticinese, che gioca nel Biasca 3 Valli, un connobio che ha giovato. "Abituato al gioco di squadra, mi sono accorto di essere cresciuto individualmente, ora credo di più in me stesso, questo l’ho portato anche nell’hockey. Allo stesso tempo le qualità che premiano in questo sport sono buon pattinaggio, velocità, soprattutto nella partenza che è fondamentale, e la mancanza di paura, altrimenti rischi di farti molto male, un bagaglio che anni e anni di disco su ghiaccio possono forgiare".
L'atmosfera che incornicia le gare della Red Bull Crashed Ice è quasi teatrale e coinvolgente. "L’anno scorso in Olanda è stato fantastico, lo speaker come sempre è stato fondamentale, ha incitato gli spettatori creando un’adrenalina pazzesca. Salvo in Russia dove fa davvero troppo freddo, il pubblico è molto numeroso. A Quebec City è l’evento dell’anno, qualcosa di imparagonabile, un altro pianeta. L’organizzazione è faraonica, l’impianto curatissimo, c’è tantissimo lavoro dietro. L’entusiasmo è alle stelle".








