Un’iniziativa devastante per la democrazia svizzera

Raoul Ghisletta, municipale La Sinistra Lugano
I reazionari ricchi non si accontentano di essere sempre più ricchi, ma vogliono controllare sempre più l’informazione che arriva alla popolazione. Lo si vede in tutto il mondo, seppure con gradi d’intensità diversi. L’Europa è pure colpita da questa ondata di prevaricazione, ma ha cercato di contrastarla, varando di recente l’European media freedom act, che persegue il pluralismo e l’indipendenza dei media. In altri Stati le cose stanno andando peggio.
Nel nostro Paese l’articolo 93 della Costituzione federale costituisce un baluardo importante. Esso dà mandato alla Confederazione di legiferare sulla radiotelevisione nonché su altre forme di telediffusione pubblica di produzioni e informazioni. L’art. 93 specifica che la radio e la televisione contribuiscono all’istruzione e allo sviluppo culturale, alla libera formazione delle opinioni e all’intrattenimento. Radio e televisione devono considerare le particolarità del Paese ed i bisogni dei Cantoni, presentando gli avvenimenti in modo corretto e riflettendo adeguatamente la pluralità delle opinioni. In caso di controversie sui programmi vi è il diritto di rivolgersi a un’autorità indipendente di ricorso. Infine l’articolo costituzionale precisa che sono garantite l’indipendenza della radio e della televisione nonché l’autonomia nella concezione dei programmi.
Nel solco della tendenza volta a ridimensionare i media liberi il fronte politico dei ricchi reazionari svizzeri ha lanciato l’iniziativa popolare “200 franchi bastano (iniziativa SSR)”, dopo aver cercato invano nel 2018 di abolire il canone radiotelevisivo. I reazionari propongono un’aggiunta all’articolo 93 della Costituzione, che lo distrugge nella sostanza. Un’aggiunta che è anche illogica: in caso d’inflazione il canone di 200 fr non sarebbe adeguabile senza modificare ogni volta la Costituzione svizzera; inoltre è assurdo che a pagare il canone di 200 fr siano solamente le economie domestiche e non le società e le imprese, come se queste ultime non usufruissero delle produzioni e informazioni della SSR.
L’iniziativa dei ricchi reazionari è profondamente antisvizzera. L’iniziativa mina le fondamenta di un Paese democratico plurilingue e con culture diverse. Essa impedisce di avere un servizio pubblico all’altezza, che contribuisca all’informazione nelle varie lingue, ma anche alla diffusione gratuita di eventi sportivi e di intrattenimento. Essa vanifica infine il compito della SSR nello sviluppo della cultura nelle varie regioni elvetiche. No a un’iniziativa che favorisce i poteri forti e che mette in pericolo la democrazia, come sta facendo Trump negli Stati Uniti.
Raoul Ghisletta, municipale Sinistra Lugano



