Cerca e trova immobili
DIEGO BARATTI

Un’iniziativa contro il futuro

Diego Baratti, Vicepresidente UDC Ticino.
Ti-Press
Fonte Diego Baratti
Un’iniziativa contro il futuro
Diego Baratti, Vicepresidente UDC Ticino.

L’iniziativa dei Giovani Socialisti, che propone di tassare al 50% le grandi eredità e donazioni, si presenta come una misura estrema e ideologica, destinata a compromettere non solo il tessuto imprenditoriale svizzero, ma anche il futuro delle nuove generazioni che oggi si affacciano al mondo del lavoro.

In Ticino, sarebbero oltre 8.000 i posti di lavoro direttamente minacciati. Le imprese familiari – spesso radicate nel territorio e fonte di occupazione stabile – rischierebbero di chiudere o di essere vendute al momento del passaggio generazionale. Per molti giovani, già alle prese con un mercato del lavoro competitivo e incerto, significherebbe vedere svanire ulteriori opportunità di impiego qualificato e duraturo.

La proposta crea inoltre un clima di sfiducia e instabilità. Secondo le stime del Consiglio federale, circa 2.500 grandi contribuenti direttamente coinvolti potrebbero lasciare la Svizzera – e diversi lo hanno già fatto. Le conseguenze sarebbero pesanti: perdita di competenze, investimenti in fuga e prospettive di crescita ridotte. In questo scenario, i giovani rischiano di crescere in un Paese impoverito, dove le imprese chiudono, i servizi pubblici vengono ridimensionati e le famiglie si ritrovano a pagare fino a 1.265 franchi in più all’anno di imposte.

È importante ricordare che il patrimonio degli imprenditori non è un capitale dormiente: è investito in capannoni, macchinari e, soprattutto, in posti di lavoro. Una tassazione così elevata costringerebbe molti a vendere o trasferire le proprie aziende a investitori stranieri, spesso lontani dai valori e dalle esigenze del territorio.

Le imprese familiari rappresentano una parte essenziale dell’identità economica svizzera: portano con sé tradizione, innovazione e legame con la comunità. La loro scomparsa significherebbe perdita di competenze e di radici economiche locali. L’introduzione di una tassa di successione così pesante non garantirebbe maggiore equità, ma piuttosto incertezza, sfiducia e un freno agli investimenti a lungo termine.

Alla fine, a pagare il prezzo più alto sarebbero proprio i giovani. Un mercato del lavoro più povero di opportunità, meno dinamico e meno radicato nel territorio rischierebbe di essere l’eredità reale di questa iniziativa. E con entrate fiscali in calo, lo Stato sarebbe costretto a ridurre i servizi essenziali come sanità, istruzione e infrastrutture, colpendo anche le fasce più deboli della popolazione.

Tassare in modo così drastico le eredità non significa rendere la società più giusta, ma più fragile. È una misura che minaccia il lavoro, l’impresa e la speranza. E che rischia di far pagare alle nuove generazioni il prezzo di un’illusione di equità, a scapito del benessere e della stabilità del Paese.

Entra nel canale WhatsApp di Ticinonline.
Iscriviti alla newsletter giornaliera di Tio per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella di posta.
Naviga su tio.ch senza pubblicità Prova TioABO per 7 giorni.
COMMENTI
NOTIZIE PIÙ LETTE