Allora è così che ci si sente a essere il papà di una bimba robot

“Pragmata” di CAPCOM è una scommessa vinta e un videogioco originale che brilla ancora di più in un panorama mainstream con poca voglia di osare. Scopritelo con noi.
“Pragmata” di CAPCOM è una scommessa vinta e un videogioco originale che brilla ancora di più in un panorama mainstream con poca voglia di osare. Scopritelo con noi.
OSAKA - Una base spaziale che non risponde più alle comunicazioni, una squadra mandata a capire cosa c'è che non va che sarà vittima di un agguato. Un singolo sopravvissuto alle prese con una disperata missione di salvataggio.
Se le premesse di questo “Pragmata” sono quelle viste e straviste del thriller-horror cinematografico (e videogiocoso) a sorprendere sono i dettagli e lo sviluppo.
Già perché l'ultima fatica (e usare questo termine è lecito dopo 6 anni di tribolato sviluppo) di Capcom è ambientata su una stazione lunare, specializzata nella stampa 3D con un nuovo e innovativo materiale, il lunafilamento, in grado di replicare praticamente qualsiasi cosa.
Nel corso delle sperimentazioni qualcosa è andato storto e tutto il team umano impiegato nella struttura è stato decimato. Come e perché ciò sia accaduto resta un mistero.
Hugh, ingegnere dal grilletto facile, si troverà subito alle prese con una serie di minacce hi-tech praticamente invulnerabili e molto aggressive. Ed è qui che entra in gioco Diana, bimba robot dalle potentissime capacità di hacking che con lui formerà un dinamico ed efficientissimo duo dal sapore di famiglia.
Capcom“Pragmata” stempera così il dramma (e l'orrore) del setting grazie alla formula padre-figlia - niente è affatto una novità nel mondo del gaming, e si inserisce in un discorso più ampio sulla demografia di chi imbraccia il joypad oggi - che funziona davvero bene anche grazie alla scrittura, molto sentita e, a tratti, anche commovente.
E non è solo la relazione fra i due a convincere, anche il gameplay, che li coinvolge entrambi. Se a Hugh, infatti, è affidato il compito di sparare, a Diana toccherà invece aggirare le difese degli ostili macchinari, attraverso l'hacking. Questo dovrà essere gestito in tempo reale, ovvero con i nemici in movimento, risolvendo puzzle a griglia grazie alla croce direzionale sinistra. Un bell'esercizio di destrezza per i nostri lobi cerebrali.
Un'idea molto carina (e pressoché inedita) che aumenta il tasso di adrenalina e mostra un livello di attenzione al bilanciamento del team di sviluppo davvero degno di encomio.
Passando invece al comparto tecnico, il titolo di Capcom si difende alla grande (soprattutto sulle macchine da gioco più potenti) con una resa ben più che soddisfacente di ambienti – che risultano ben più variegati del previsto –, personaggi e nemici robotici. E non era scontato, considerando che il rischio di monotonia era davvero dietro l'angolo.
Monotonia che finisce un po' per affliggere il ritmo di gioco, soprattutto nella parte centrale, rischiando di attenuare il comunque apprezzabilissimo finale.
CapcomMalgrado ciò, “Pragmata” resta un risultato davvero notevole e memorabile. Soprattutto in un mondo dei videogiochi mainstream in cui le idee originali (e i titoli non facenti parti di serie già affermate) sono una vera e propria rarità. Un secondo centro di fila, quindi, per Capcom che in questo 2026 si rivela in grande spolvero, dopo quel successo che è stato “Resident Evil: Requiem”.
VOTO: 8,5
“Pragmata” è disponibile per Playstation 5, Xbox Series X/S e Nintendo Switch 2 (versione provata). Lo abbiamo recensito con un codice gentilmente fornito da Capcom Svizzera.








