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Israele è pronto a «riportare l'Iran all'età della pietra», dice Katz

Teheran ha incassato i primi pedaggi dalle imbarcazioni transitate dal tratto di mare che, secondo il presidente Usa, è sotto il «controllo totale» della marina a stelle e strisce
Israele è pronto a «riportare l'Iran all'età della pietra», dice Katz
Imago
Teheran ha incassato i primi pedaggi dalle imbarcazioni transitate dal tratto di mare che, secondo il presidente Usa, è sotto il «controllo totale» della marina a stelle e strisce
La legge prevede infatti che il presidente statunitense debba ottenere l'autorizzazione del Congresso per proseguire.

Non è l'ennesima scadenza, piuttosto un orizzonte temporale quello che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump si è dato - di nuovo - nel tentativo di portare il regime iraniano al tavolo dei negoziati, andato deserto nell'appuntamento di martedì a Islamabad.

Lo Stretto di Hormuz resta teatro di tensioni altissime: i pasdaran hanno attaccato tre navi cargo del gruppo Msc, che tentavano di uscire dal Golfo Persico, sequestrandone due poi scortate fino alle coste iraniane.

E se il Pakistan resta fiducioso sulla possibilità di tenere un secondo raid di colloqui nei prossimi giorni, mantenendo la capitale blindata in vista dell'eventuale arrivo dei negoziatori, Teheran dimostra invece di non fidarsi della proroga della tregua proposta da Trump, temendo «attacchi a sorpresa», e ha avvertito che la situazione nello Stretto non cambierà «finché gli Stati Uniti non porranno fine al blocco della libertà di navigazione da e verso l'Iran».

23:46

«Cessate il fuoco tra Israele e Libano esteso di tre settimane»
Il cessate il fuoco tra Israele e Libano è stato esteso di tre settimane. Lo ha annunciato il presidente americano Donald Trump, intervento nell'incontro alla Casa Bianca tra gli ambasciatori dei due Paesi, nel loro secondo ciclo di negoziati di una possibile pace. (ats)

23:33

I piani Usa a difesa di Taiwan complicati dalla guerra in Iran
Il reintegro totale delle scorte potrebbe richiedere fino a sei anni, innescando poi dibattiti all'interno dell'amministrazione sulla necessità di adeguare anche i piani operativi in previsione di un eventuale ordine presidenziale che incarichi le forze armate di difendere Taiwan.
Il Pentagono elabora i piani per molteplici scenari, a prescindere dal mutare delle maree geopolitiche e dei venti politici a Washington. I funzionari hanno inoltre affermato che non vi è alcun segnale di un conflitto con Pechino all'orizzonte.
Il leader cinese Xi Jinping si sta preparando a tenere un vertice di alto profilo con Trump il prossimo mese a Pechino, mentre le forze armate del Dragone sono ancora scosse da una massiccia epurazione di generali ai vertici militari (ats)

23:20

«Abbiamo lanciato razzi contro il nord di Israele»
Hezbollah ha annunciato di aver lanciato razzi contro il nord di Israele in risposta alle "violazioni" del cessate il fuoco da parte dell'esercito israeliano, mentre era previsto un secondo incontro tra gli ambasciatori libanese e israeliano negli Stati Uniti a Washington.
«Per difendere il Libano e il suo popolo, e in risposta alla violazione del cessate il fuoco da parte del nemico israeliano e ai suoi attacchi alla città di Yater, nel sud del Libano, Hezbollah ha preso di mira l'insediamento di Shtula con una salva di razzi», ha affermato il gruppo filo-iraniano in una dichiarazione.
L'esercito israeliano ha affermato di aver identificato e intercettato «diversi razzi lanciati dal Libano che sono entrati in territorio israeliano». (ats)

22:25

«Arma nucleare contro l'Iran? Non ne abbiamo bisogno»
Non ne abbiamo bisogno. Perché dovrei usarla quando abbiamo decimato l'Iran nel modo convenzionale? Non la userei. A nessuno dovrebbe essere consentito di usare un'arma nucleare". Lo ha detto Donald Trump rispondendo a chi gli chiedeva se avrebbe usato l'arma nucleare contro l'Iran. (ats)

22:18

Gli Usa acquisiranno 4.300 missili Jassm-Er dalla Lockheed Martin
L'Aeronautica militare americana prevede di acquistare circa 4.300 missili da crociera stealth Jassm-Er dalla Lockheed Martin, nell'arco dei prossimi cinque anni. Lo riporta Bloomberg, secondo cui l'iniziativa mira a reintegrare le scorte di missili, sotto pressione o addirittura esauritesi a causa del conflitto contro l'Iran. I depositi sono destinati a svuotarsi ulteriormente qualora riprendessero le ostilità in Medio Oriente. (ats)

22:17

Trump: «Voglio un accordo con l'Iran che duri»
«Voglio un accordo con l'Iran che duri, non ho fretta». Lo ha detto il presidente americano Donald Trump, rispondendo alla Casa Bianca alla possibile durata del conflitto. «Hanno una nuova leadership, sono come cani e gatti, vediamo», ha aggiunto. (ats)

22:12
Imago
22:11

«Non mettetemi fretta sull'Iran, siamo stati in Vietnam 18 anni»
«Siamo stati in Vietnam per 18 anni, in Iraq per anni. In Iran da sole sei settimane. Non mettetemi fretta». Lo ha detto Donald Trump rispondendo a chi gli chiedeva quanto avrebbe atteso la risposta dell'Iran. (ATS)

21:33

L' Iran ha disseminato altre mine nello Stretto di Hormuz
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionaria ha disseminato altre mine nello Stretto di Hormuz questa settimana. Lo riporta Axios citando alcune fonti. (ats)

20:57

La portaerei George H.W. Bush è arrivata in Medio Oriente
La portaerei americana Uss George H.W. Bush è arrivata in Medio Oriente. Lo riferiscono i media americani, aggiungendo che l'unità rafforza la presenza militare americana nell'area, dopo aver operato ed essersi allontanata dal Madagascar. (ats)

19:38

Attacco israeliano nel sud del Libano uccide tre persone
Un attacco israeliano nel sud del Libano ha ucciso tre persone. Lo riporta in un comunicato il ministero della Salute libanese.
«Il raid dello Stato ebraico sulla strada di Shoukine, nel distretto di Nabatieh, a più di 30 chilometri dal nord di Israele, ha ucciso tre persone, mentre un attacco nel villaggio di Yater ha ferito due persone, tra cui un bambino», ha affermato il ministero.
I nuovi attacchi arrivano a poche ore dal nuovo round di colloqui a Washington tra gli ambasciatori libanesi e israeliani. (ats)

18:43
IMAGO / ZUMA Press
18:40

Israele è pronto a riprendere la guerra: attende la luce verde dagli Usa
Israele è pronto a riprendere la guerra contro l’Iran. Lo ha dichiarato il ministro della Difesa Israel Katz nel corso di un'intervista a The Times of Israel. Katz ha sottolineato che «le Forze di difesa israeliane sono pronte sia sul piano difensivo sia offensivo e gli obiettivi sono già stati individuati».
Katz ha affermato che il Paese è «in attesa di un via libera dagli Stati Uniti, innanzitutto per completare l’eliminazione della dinastia di Khamenei, promotrice del piano di sterminio contro Israele, e dei successori della leadership del regime terroristico iraniano, e inoltre per riportare l’Iran all’età della pietra e dell’oscurità facendo esplodere le principali infrastrutture energetiche ed elettriche e distruggendo l’economia nazionale».

17:59
IMAGO / Newscom World
17:54

Due aviatori di Tel Aviv nei guai
Israele ha incriminato due membri dell’aeronautica militare con l’accusa di aver collaborato con l’intelligence iraniana. Lo riporta il quotidiano israeliano Haaretz. Le forze armate israeliane, insieme al servizio di sicurezza interna Shin Bet e alla polizia, hanno dichiarato che i due tecnici devono rispondere di gravi reati contro la sicurezza, tra cui assistenza al nemico e trasferimento di informazioni sensibili.
Secondo la dichiarazione congiunta citata da Haaretz, uno dei militari è accusato di contatto diretto con un agente straniero, mentre l’altro avrebbe facilitato tali contatti.

17:49

Crocifisso vandalizzato, gli italiani lo hanno sostituito
I caschi blu italiani dell’ONU hanno sostituito il crocifisso vandalizzato da soldati israeliani nel sud del Libano. Lo ha dichiarato giovedì la presidente del Consiglio italiano Giorgia Meloni, che ha ringraziato il contingente italiano della forza di pace Unifil delle Nazioni Unite «per aver deciso di donare un nuovo crocifisso al villaggio libanese di Debl».

15:51

Khamenei attende la protesi a una gamba
La Guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei è gravemente ferito, ma «mentalmente lucido e attivo». Lo riporta il New York Times citando alcune fonti, secondo le quali è stato operato alla gamba tre volte dal bombardamento che ha ucciso suo padre e la sua famiglia. Secondo il media, Khamenei è in attesa di una protesi. Ha inoltre subito un intervento chirurgico a una mano e sta recuperando la funzionalità. Il volto e le labbra hanno riportato gravi ustioni, rendendogli difficile parlare, hanno riferito ancora i funzionari, mettendo in evidenza che avrà bisogno di un intervento di chirurgia plastica. (ats ans)

15:42

«Abbiamo il controllo totale dello Stretto di Hormuz»
«L’Iran sta attraversando grandi difficoltà nel definire la propria leadership: semplicemente non sanno chi sia il loro leader. Le tensioni interne oppongono gli “oltranzisti”, che stanno perdendo pesantemente sul campo di battaglia, ai “moderati”, che non sono poi così moderati ma stanno guadagnando consenso, in una situazione definita “caotica”». È il contenuto di un nuovo post su Truth di Donald Trump. La parte più interessante è la seguente: «Abbiamo il controllo totale dello Stretto di Hormuz. Nessuna nave può entrare o uscire senza l’approvazione della Marina degli Stati Uniti. È “completamente sigillato”, fino a quando l’Iran non sarà in grado di raggiungere un accordo».

15:25

Gli Usa bloccano una petroliera
Poco dopo l’attacco iraniano a tre navi mercantili, nella notte tra mercoledì e giovedì le forze armate statunitensi hanno dichiarato di aver fermato una petroliera nell'Oceano Indiano. La Majestic X, nave sanzionata e priva di bandiera, trasportava petrolio proveniente dall'Iran. I militari statunitensi sono saliti a bordo del cargo. L’operazione è avvenuta nell’area di competenza del Comando Indo-Pacifico delle forze armate statunitensi (Indopacom).

15:13
AFP
15:10

L'ordine di Trump contro chi posa le mine
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato di aver ordinato alla Marina militare di «sparare e uccidere qualsiasi imbarcazione, anche piccola, che stia posizionando mine nelle acque dello Stretto di Hormuz». Nel post su Truth, Trump ha sottolineato che «non deve esserci alcuna esitazione» nell’esecuzione dell’ordine, aggiungendo che le unità navali statunitensi stanno già operando per la rimozione degli ordigni. «Le nostre unità di sminamento stanno ripulendo lo Stretto proprio ora», ha affermato, precisando di aver disposto che tali operazioni proseguano «ma a un livello triplicato».

15:08
13:14

Onu al lavoro per mantenere una presenza in Libano
L'Onu sta «lavorando» per mantenere una presenza in Libano dopo la partenza dell'Unifil, la cui missione termina a dicembre. Lo ha dichiarato oggi il sottosegretario generale delle Nazioni Unite per le operazioni di pace. Il Consiglio di sicurezza ha richiesto «opzioni per una possibile presenza dell'Onu dopo l'Unifil» e «dobbiamo presentare queste raccomandazioni (...) entro il 1° giugno di quest'anno», ha affermato Jean-Pierre Lacroix in una conferenza stampa a Ginevra. (ats ans)

12:26

A Londra altri due arresti per gli attacchi incendiari antisemiti
La polizia antiterrorismo britannica ha effettuato altri due arresti nell'ambito delle indagini sulla serie di attacchi incendiari di matrice antisemita condotti contro luoghi della comunità ebraica a Londra, portando il totale dei fermati a 25. Gli ultimi due arresti riguardano due uomini di 19 e 26 anni, accusati di aver pianificato un attacco contro un obiettivo che resta comunque sconosciuto, secondo una nota di Scotland Yard.
Nelle ultime settimane sono stati presi di mira sei siti, senza causare feriti, in particolare sinagoghe e le quattro ambulanze di un'organizzazione di volontariato ebraica, date alle fiamme di notte nel quartiere di Golders Green, abitato da una vasta comunità di ebrei osservanti. Era stato condotto anche un tentato attacco incendiario contro la sede di Iran International, media con base a Londra legato ad ambienti dell'opposizione e della diaspora iraniana. (ats ans)

12:19

Ribadito l'avvertimento ai civili libanesi
Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno ribadito ancora una volta l'avvertimento ai civili libanesi di non tornare nei villaggi del Libano meridionale, nonostante la fragile tregua. Lo scrive The Times of Israel. «Ribadiamo che, durante il periodo di cessate il fuoco, le Forze di Difesa Israeliane continuano a rimanere schierate nelle loro posizioni nel Libano meridionale di fronte alla continua attività terroristica di Hezbollah», ha dichiarato il portavoce dell'esercito, colonnello Avichay Adraee, in un post su X.
«Ribadiamo che, per la vostra sicurezza e quella dei vostri familiari, fino a nuovo avviso, vi è richiesto di non spostarvi a sud della linea dei villaggi indicati e delle aree circostanti», afferma, allegando una mappa che mostra la nuova zona di sicurezza delle Forze di Difesa Israeliane. «È inoltre vietato avvicinarsi alla zona del fiume Litani, al Wadi al-Salhani e a Saluki», aggiunge. (ats ans)

11:53

Qatar Airways torna a volare
Qatar Airways ha annunciato la ripresa dei voli giornalieri da Doha verso Dubai e Sharjah a partire dal 23 aprile.La compagnia ha inoltre comunicato che dal 1° maggio verrà riattivato anche un collegamento quotidiano con Damasco, nell’ambito del progressivo ripristino delle connessioni verso alcune delle principali destinazioni del Medio Oriente. Lo riferisce Al-Jazeera.

11:21

Sminare lo Stretto di Hormuz? Potrebbero volerci sei mesi
Secondo una valutazione del Pentagono, emersa sul Washington Post potrebbero essere necessari fino a sei mesi per bonificare completamente lo stretto di Hormuz dalle mine posate dall’esercito iraniano. Il quotidiano cita un briefing classificato condiviso all’inizio della settimana con i membri della Commissione Forze Armate della Camera. La stessa valutazione indica che le operazioni di sminamento difficilmente inizieranno prima della fine del conflitto, suggerendo tempi prolungati per il ripristino della sicurezza nell'area.

10:49

Ricevuti i primi introiti dai pedaggi imposti sullo Stretto Hormuz
Un alto funzionario del Parlamento iraniano ha dichiarato che Teheran ha ricevuto i primi introiti dai pedaggi imposti sullo strategico Stretto di Hormuz nel contesto della guerra con gli Stati Uniti e Israele. "I primi introiti derivanti dai pedaggi dello Stretto di Hormuz sono stati depositati sul conto della Banca Centrale", ha affermato il vicepresidente del Parlamento Hamidreza Hajibabaei, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Tasnim. Anche altri media iraniani hanno riportato la stessa dichiarazione, senza fornire ulteriori dettagli. (ats ans)

10:37
afp
10:29

Il video del sequestro navale diffuso dall'Iran, per l'esperto Usa è «una messinscena»
Il video diffuso dai media statali iraniani, che mostra il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) mentre sequestra due navi mercantili non convince gli americani. "A me sembra tutto una messa in scena", ha detto a Cnn Carl Schuster, ex capitano della Marina statunitense ed ex direttore del Centro di intelligence congiunto del Comando del Pacifico degli Stati Uniti. "Sembra un'esercitazione o una trovata pubblicitaria", ha aggiunto l'esperto, che non però ha contestato il fatto che l'Iran controlli effettivamente le navi. Altri elementi che fanno protendere l'ex capitano della Marina statunitense alla trovata promozionale da parte iraniana è che “non ci sono membri dell'equipaggio sul ponte" e che non ci siano onde o vento, come se la nave fosse ancorata.(red)




10:00

Libano: Unifil dona una nuova statua di Gesù
La statua di Gesù che era stata distrutta da un soldato israeliano nel villaggio di Debel, nel sud del Libano, è stata sostituita da una nuova statua donata dai soldati del contingente italiano dell'Unifil. Lo scrive The Times of Israel. In seguito all'incidente, l'esercito israeliano ha anche consegnato una statua sostitutiva, sebbene più piccola e di stile diverso dall'originale. (ats ans)

08:29

Libano: da Israele crimini di guerra per uccisione reporter Khalil
Il primo ministro libanese ha accusato Israele di crimini di guerra dopo che raid aerei israeliani hanno ucciso la giornalista Amal Khalil e ferito un altro reporter ieri nel sud del Libano. Lo scrive la Bbc ricordando che la notizia giunge mentre Israele e Libano si preparano a tenere oggi a Washington un secondo round di colloqui. Secondo le autorità libanesi, Khalil e Zeinab Faraj sono stati presi di mira deliberatamente mentre cercavano riparo in una casa dopo che un primo raid aereo aveva colpito il veicolo che li precedeva, uccidendo due uomini. Le autorità libanesi hanno inoltre accusato le Forze di Difesa Israeliane (Idf) di aver preso di mira intenzionalmente un'ambulanza mentre cercava di raggiungere i giornalisti nel villaggio di Tiri. Khalil, 43 anni, lavorava per il quotidiano libanese Al-Akhbar. Lei e Faraj, un fotografo freelance, viaggiavano insieme. Le autorità non hanno ancora reso noti i nomi dei due uomini deceduti. Le Forze di Difesa Israeliane hanno negato di aver impedito alle squadre di soccorso di raggiungere la zona e hanno affermato di non aver preso di mira i giornalisti. (ats ans)

07:59
IRGC_Press/screenshotVideo
07:57

Come i soldati iraniani salgono a bordo delle navi portacontainer
Un video di propaganda diffuso dalle Guardie Rivoluzionarie iraniane mostra dei soldati che salgono a bordo di due navi portacontainer nello Stretto di Hormuz. I militari ieri avevano sequestrato due imbarcazioni precedentemente colpite da armi da fuoco nello Stretto di Hormuz, identificate come Msc Francesca e la Epaminondas. Le navi erano poi state «scortate fino alla costa iraniana». (red)

07:52
06:32

Aumenta la pressione su Trump: si avvicinano i 60 giorni dall'inizio della guerra
La scadenza del primo maggio potrebbe aumentare la pressione su Donald Trump per mettere fine alla guerra in Iran. Il primo maggio sono infatti 60 giorni di conflitto e la legge prevede che il presidente richieda l'autorizzazione al Congresso per procedere. Lo riporta il New York Times. Finora i repubblicani gli hanno consentito di muoversi liberamente, bloccando anche tutte le risoluzioni per i poteri di guerra presentate dai democratici. Ma il primo maggio è una scadenza sulla quale molti repubblicani non intendono soprassedere.
Anche se le guerra contro l'Iran è iniziata alla fine di febbraio, Trump ha notificato formalmente al Congresso l'operazione il 2 marzo, facendo scattare il conteggio dei 60 giorni che cadono il primo maggio. Una volta superata la scadenza, le opzioni a disposizione del presidente per continuare la campagna senza l'autorizzazione del Congresso sono limitate. Trump ne avrebbe tre: chiedere al Congresso di continuare, iniziare a ridurre il coinvolgimento americano o concedersi un'estensione. La norma infatti prevede un'estensione di 30 giorni se il presidente certifica per iscritto che c'è bisogno di più tempo per facilitare il rititro sicuro delle forze americane. L'estensione comunque non gli garantirebbe l'autorità di continuare l'offensiva. (ats)

06:30

Gli USA hanno ordinato a 31 navi di invertire la rotta
Le forze americane hanno ordinato a 31 navi di invertire la rotta o di rientrare in porto, nell'ambito del blocco contro l'Iran. Lo afferma il Centcom. (ats)

06:30
Imago