Così l'Iran abborda e sequestra le navi commerciali: il video

Diffuse dalle Guardie Rivoluzionarie iraniane le immagini dei soldati che salgono a bordo di due portacontainer. Intanto si avvicinano i 60 giorni di guerra: aumenta la pressione su Trump
La legge prevede infatti che il presidente statunitense debba ottenere l'autorizzazione del Congresso per proseguire.
Non è l'ennesima scadenza, piuttosto un orizzonte temporale quello che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump si è dato - di nuovo - nel tentativo di portare il regime iraniano al tavolo dei negoziati, andato deserto nell'appuntamento di martedì a Islamabad.
Lo Stretto di Hormuz resta teatro di tensioni altissime: i pasdaran hanno attaccato tre navi cargo del gruppo Msc, che tentavano di uscire dal Golfo Persico, sequestrandone due poi scortate fino alle coste iraniane.
E se il Pakistan resta fiducioso sulla possibilità di tenere un secondo raid di colloqui nei prossimi giorni, mantenendo la capitale blindata in vista dell'eventuale arrivo dei negoziatori, Teheran dimostra invece di non fidarsi della proroga della tregua proposta da Trump, temendo «attacchi a sorpresa», e ha avvertito che la situazione nello Stretto non cambierà «finché gli Stati Uniti non porranno fine al blocco della libertà di navigazione da e verso l'Iran».
IRGC_Press/screenshotVideoCome i soldati iraniani salgono a bordo delle navi portacontainer
Un video di propaganda diffuso dalle Guardie Rivoluzionarie iraniane mostra dei soldati che salgono a bordo di due navi portacontainer nello Stretto di Hormuz. I militari ieri avevano sequestrato due imbarcazioni precedentemente colpite da armi da fuoco nello Stretto di Hormuz, identificate come Msc Francesca e la Epaminondas. Le navi erano poi state «scortate fino alla costa iraniana». (red)
IRGC Navy released footage of seizing the MSC Francesca and Epaminondas ships in the Strait of Hormuz. pic.twitter.com/9y8DPAMPxx
— IRGC (@IRGC_Press) April 22, 2026
Aumenta la pressione su Trump: si avvicinano i 60 giorni dall'inizio della guerra
La scadenza del primo maggio potrebbe aumentare la pressione su Donald Trump per mettere fine alla guerra in Iran. Il primo maggio sono infatti 60 giorni di conflitto e la legge prevede che il presidente richieda l'autorizzazione al Congresso per procedere. Lo riporta il New York Times. Finora i repubblicani gli hanno consentito di muoversi liberamente, bloccando anche tutte le risoluzioni per i poteri di guerra presentate dai democratici. Ma il primo maggio è una scadenza sulla quale molti repubblicani non intendono soprassedere.
Anche se le guerra contro l'Iran è iniziata alla fine di febbraio, Trump ha notificato formalmente al Congresso l'operazione il 2 marzo, facendo scattare il conteggio dei 60 giorni che cadono il primo maggio. Una volta superata la scadenza, le opzioni a disposizione del presidente per continuare la campagna senza l'autorizzazione del Congresso sono limitate. Trump ne avrebbe tre: chiedere al Congresso di continuare, iniziare a ridurre il coinvolgimento americano o concedersi un'estensione. La norma infatti prevede un'estensione di 30 giorni se il presidente certifica per iscritto che c'è bisogno di più tempo per facilitare il rititro sicuro delle forze americane. L'estensione comunque non gli garantirebbe l'autorità di continuare l'offensiva. (ats)
Gli USA hanno ordinato a 31 navi di invertire la rotta
Le forze americane hanno ordinato a 31 navi di invertire la rotta o di rientrare in porto, nell'ambito del blocco contro l'Iran. Lo afferma il Centcom. (ats)
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