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In viaggio su una barchetta di carta, insieme al "bambino interiore" che c'è dentro di noi

MUSICAIn viaggio su una barchetta di carta, insieme al "bambino interiore" che c'è dentro di noi

24.10.22 - 06:30
Una band più matura e consapevole dei propri mezzi e il suo nuovo album: ecco "Paper Boat" dei Bumblebees
JOANNA KOPP
In viaggio su una barchetta di carta, insieme al "bambino interiore" che c'è dentro di noi
Una band più matura e consapevole dei propri mezzi e il suo nuovo album: ecco "Paper Boat" dei Bumblebees

LUGANO - Sono passati tre anni da "Dancing Dots in the Dark" ed ecco che i Bumblebees si riaffacciano oggi sulla scena musicale svizzera con "Paper Boat". Un lavoro che mostra una maggiore maturità del combo ticinese e anche un lieve riorientamento nei suoni, che lasciano più da parte la psichedelia degli esordi per abbracciare un dream pop di ottima qualità e resa.

Ne abbiamo parlato con Andrea Piffaretti, che compone la band insieme a Francesco Fabris, Nicolò Tamà e ai fratelli Emanuel e Valentin Kopp.

Siete più maturi e consapevoli?
«Come gruppo ma, soprattutto, come uomini. Le due cose sono andate di pari passo. C'è stato un processo di apprendimento e di crescita continuo che, penso, non si affatto scontato».

Che anni sono stati, quelli che separano questo disco dal precedente?
«La pandemia è stato un avvenimento abbastanza grosso, sia come band che nella vita privata di tutti noi. Avevamo in mente un tour che non ha potuto avere luogo, quindi ci siamo concentrati nella creazione di queste canzoni - e nel migliorarci come musicisti. C'è poi stato un passaggio fondamentale: all'epoca di "Dancing Dots in the Dark" eravamo ancora quasi tutti studenti, ma ora quell'epoca e finita e le nostre vite sono state un po' stravolte. Sono subentrati il lavoro, chi ha avuto un periodo poco felice... Siamo sicuramente cambiati, come individui».

Questa evoluzione si riflette nell'album?
«Sicuramente. Alcuni dei brani sono "stralci" delle nostre esperienze personali. In alcuni passaggi escono fuori le incertezze e i dubbi legati a questi cambiamenti».

"Paper Boat" è un lavoro decisamente molto omogeneo: con che approccio avete scritto i brani e li avete registrati?
«C'è un fil rouge che lega tutte le canzoni, che è venuto da sé senza che si sia andati esplicitamente a scrivere di alcune tematiche comuni. Viaggiamo tutti e cinque su binari molto vicini e ci capiamo molto in fretta. È venuto tutto in maniera naturale».

Qual è lo spirito che domina questo disco?
«Trovo che sia molto bello che in questo album siamo rimasti molto positivi, nonostante tutto quello che è avvenuto in questi tre anni. Siamo sempre alla ricerca della fiducia, della bellezza nelle cose del mondo. Siamo rimasti curiosi e, come si può sentire, anche un po' nostalgici se si guarda a questo enorme cambiamento (come si è visto nel singolo "Older", ndr)».

Trovo le atmosfere dell'album giocose, ma non disimpegnate: anche questo è un segno di maturità?
«Siamo andati alla riscoperta del "bambino interiore" che vive dentro di noi, ed è stato bello camminare al suo fianco nel corso di questo viaggio».

In "Your Guess Is As Good As Mine" sembra però di riascoltare i "vecchi" Bumblebees...
«Sì, c'è qualcosa di quel sound in queste atmosfere sognanti e giocose. Poi, a vedere il testo, troviamo il dubbio e le domande... Ma, effettivamente, può riportare alla mente quello che suonavamo nel 2017».

Cosa rappresenta la barchetta di carta del titolo?
«Penso che raccolga le tematiche trattate in questa intervista. Rappresenta la nostra curiosità verso il mondo, la voglia di esplorare e di giocare (pensiamo ancora al "bambino interiore" e quell'epoca in cui tutto sembrava così semplice e facile. Allo stesso tempo è qualcosa che simboleggia la fragilità interna, nostra e di tutte le altre persone. E non c'è assolutamente niente di male in ciò».

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