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CANTONEIl "Pianeta" di Cilla, quello del "consumismo affettivo"

27.02.22 - 08:00
Nuovo singolo per la cantautrice ticinese, che descrive un fenomeno nato sui social e portato all'estremo dai lockdown
MARKO MIKULIC
Il "Pianeta" di Cilla, quello del "consumismo affettivo"
Nuovo singolo per la cantautrice ticinese, che descrive un fenomeno nato sui social e portato all'estremo dai lockdown

LOCARNO - "Pianeta" è il nuovo singolo della cantautrice ticinese Cilla, uscito venerdì e che sarà completato alla fine della settimana da un videoclip. Reduce da "Diabete", il suo precedente brano, l'artista locarnese torna a parlare di quello sconfinato argomento che è l'amore, ma da una prospettiva interessante che è simile, se vogliamo, a quella cantata dal grande Luigi Tenco: «Mi sono innamorato di te / perché non avevo niente da fare»...

Di cosa parla "Pianeta"?
«Della facilità, a volte eccessiva, con la quale si esprimo determinati sentimenti nei confronti di un'altra persona. Che sia amicizia oppure amore. Lo chiamo "consumismo affettivo" e lo vedo quando sentimenti, che non sono veri o sono esagerati, vengono sbandierati ai quattro venti».

Quale credi sia la causa di questa esasperazione?
«Credo che i social abbiano un ruolo rilevante: si finisce per illudersi di voler (e poter) costruire un rapporto con l'altro, senza che ci siano le basi».

Perché accade?
«Spesso per noia, lo si è notato tantissimo in questo periodo pandemico. È qualcosa che nasce per colmare un vuoto e che si sostituisce facilmente, quando ci si stufa. Sarà forse colpa della solitudine che ha afflitto molti durante i lockdown».

Quindi è più colpa dei lockdown che dei social...
«Di entrambi, direi. È qualcosa nata sui social, che si è evoluta tantissimo negli ultimi due anni. Il distanziamento sociale ha fatto sì che si cercasse di essere il più vicini possibile alla persona desiderata, ma senza esserlo veramente».

Da osservatrice, come giudichi le relazioni amorose in questo periodo?
«Mi sembra che sia ancora tutto molto facile, e di conseguenza poco duraturo. Vedo relazioni di amici che si dissolvono dopo la fiammata iniziale e poca sostanza e voglia di crescita, onestamente».

Cosa simboleggia il pianeta citato nel titolo?
«Nel brano si parla tanto di Nettuno, l'ottavo pianeta del sistema solare e uno dei più freddi. Rappresenta, con la sua freddezza e distanza, la superficialità e il distacco di questi sentimenti».

Il singolo è prodotto dalla Cosmophonix, e per te è un ritorno...
«Avevo collaborato con loro per i singoli usciti nel 2019, poi con la pandemia ho lavorato con altri. Ma ora ho firmato un contratto che mi legherà a loro per un bel po' di anni».

Un bel risultato, far parte della scuderia mantovana - che annovera un nome come AKA 7even...
«Sono molto felice di lavorare con questo gruppo che raccoglie tantissimi produttori da tutto il mondo. Mescolano tante influenze di generi e di pensiero: basti pensare che il mio brano è stato sviluppato da quattro producer. Sono tanti, ma hanno sviluppato un insieme d'idee che hanno portato alla nascita del pezzo».

In che ambiente sonoro possiamo collocare "Pianeta"?
«È un pop anni Ottanta, direi anche ballabile. Fa parte di quel mondo musicale nel quale troviamo "Ciao Ciao" de La Rappresentante di Lista. Il videoclip ne trae ispirazione, mantenendo un significato molto importante».

Cosa puoi anticiparci del video?
«L'ho girato con Jacopo Rossini, videomaker che ha collaborato anche con Sfera Ebbasta. Vi posso solo dire che è bello (ride, ndr)».

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