Una casa più grande: tra Italia e Svizzera, il sogno europeo di Veronica Fusaro all’Eurovision

Questa sera si terrà a Vienna la seconda semifinale dell’Eurovision Song Contest 2026. In gara anche Veronica Fusaro che rappresenta la Svizzera con la canzone “Alice”. Inviati dall’Austria gli speaker di Radioimmaginaria.
Questa sera si terrà a Vienna la seconda semifinale dell’Eurovision Song Contest 2026. In gara anche Veronica Fusaro che rappresenta la Svizzera con la canzone “Alice”. Inviati dall’Austria gli speaker di Radioimmaginaria.
VIENNA - Da oggi, giovedì 14 maggio 2026, parte ufficialmente la missione degli speaker di Radioimmaginaria ad Eurovision Song Contest 2026: riuscire ad intercettare Sal Da Vinci! Siamo a Vienna da meno di un giorno e abbiamo chiesto aiuto praticamente a chiunque! Questa mattina siamo riusciti ad infiltrarci nell’Hotel di Gabriele Corsi, il commentatore italiano del Contest, che ci ha svelato il nome del ristorante in cui Sal va a mangiare ogni giorno e stasera proveremo a cercarlo lì!
Tra qualche ora però inizierà la seconda semifinale dell’Eurovision Song Contest 2026 e tra i 15 cantanti che si esibiranno sul palco della Wiener Stadthalle Arena di Vienna c’è anche Veronica Fusaro, che ad ESC2026 rappresenta la Svizzera con la canzone “Alice”.
La canzone, uscita in anteprima a marzo 2026, è stata scelta tramite una selezione interna della SRG SSR, articolata in più fasi. In totale sono arrivate 493 proposte, esaminate inizialmente per individuare le più adatte ad un evento come Eurovision. I brani selezionati sono poi stati valutati da una giuria internazionale di esperti e da un gruppo di ascoltatori che rappresenta il pubblico, con un peso uguale tra le due componenti. Dopo una prima scrematura, alcuni artisti sono stati invitati a registrare le loro canzoni negli studi SRF di Zurigo, dove si è svolta la fase finale che ha portato alla scelta del brano vincente.
Con “Alice”, Veronica Fusaro ha scelto di portare ad Eurovision un brano che affronta la violenza psicologica nelle relazioni, mettendo in luce quanto possa essere nascosta e difficile da riconoscere. Alice, la protagonista della canzone, non parla mai. Il testo infatti è stato scritto come se fosse un monologo di una figura maschile non ben identificata, che cerca continuamente di imporsi e giustificarsi. La canzone parla di una storia di controllo e manipolazione attraverso parole che in un primo momento possono sembrare affettuose, ma che in realtà soffocano la libertà della protagonista che infatti non ha voce, a sottolineare come questo tipo di violenza tolga spazio e identità a chi la subisce, trasformando una relazione in una dinamica di ossessione e dominio.
Veronica ha una storia molto bella che rappresenta al meglio lo spirito per cui è nato l’Eurovision Song Contest. Lei è nata a Thun, nel cuore della Svizzera, ma ha origini italiane e più volte in questi giorni ha parlato del suo rapporto con l’Italia. «Mio papà è italiano, è calabrese. La prima volta che sono stata in Calabria avevo tre mesi e fin da quando sono piccola vado a trovare spesso i miei nonni. Anche adesso scendo almeno una volta all’anno - ha raccontato - Sono cresciuta in una casa mezza svizzera e mezza italiana, tengo moltissimo ad entrambe le culture e vado molto fiera di poterle portare entrambe con me».
Una casa a metà, cresciuta su due culture, due lingue, due modi diversi di stare al mondo è un’immagine potentissima. L’Eurovision Song Contest dovrebbe ripartire da qui, perché è esattamente questa la sensazione che si prova parlando con i ragazzi di tutta Europa che hanno scelto di partire dal loro Paese per ritrovarsi a Vienna e fare festa insieme.
In questa settimana, si ha l’illusione di abitare, per qualche giorno, in una casa più grande. Sarebbe bello che questa sensazione durasse molto più di una settimana.
Se solo fossimo disposti ad entrare in contatto più spesso con culture diverse scopriremmo che in realtà, anche quelle che pensavamo essere più lontane hanno, in fondo, le stesse pareti.




