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SVIZZERAErmotti: UBS non va penalizzata per il crollo di Credit Suisse

18.06.24 - 19:26
«Dobbiamo fare in modo che una cosa del genere non si ripeta mai più», ha dichiarato in un discorso all'Università di Lucerna
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Fonte Ats Awp
Ermotti: UBS non va penalizzata per il crollo di Credit Suisse
«Dobbiamo fare in modo che una cosa del genere non si ripeta mai più», ha dichiarato in un discorso all'Università di Lucerna

LUCERNA - UBS non deve essere sanzionata per il fallimento del Credit Suisse (CS): è di questo avviso il Ceo della banca con le tre chiavi Sergio Ermotti, come ha affermato in un discorso tenuto in serata presso l'Università di Lucerna. «Dalla scomparsa di CS non si deve dedurre che l'unica grande banca rimasta debba pagare il prezzo ed essere penalizzata per la sua importanza globale».

L'epilogo di CS lo ha dimostrato chiaramente: «Non c'è niente di peggio di una banca che non può generare profitti sostenibili per anni e la cui reputazione è anche intaccata». Nessun capitale o regolamentazione al mondo potrebbe aiutare in una situazione del genere: questa è una delle lezioni più importanti da trarre dal crollo di CS.

«Dobbiamo fare in modo che una cosa del genere non si ripeta mai più». La Svizzera ha bisogno di un sistema bancario i cui operatori dimostrino il massimo livello di integrità e amministrino in modo sostenibile.

«Le banche locali non bastano» - Ermotti ha sottolineato ancora una volta quanto sia importante per la piazza finanziaria svizzera continuare ad avere «una presenza di primo piano all'estero». Il fatto che oggi sia rimasto un solo istituto bancario globale è davvero deplorevole e questo è un motivo in più per far sì che UBS continui ad affermarsi su scala internazionale.

Centri finanziari come Hong Kong, Singapore e gli Stati Uniti stanno lottando aggressivamente per conquistare la posizione di leader nella gestione patrimoniale offshore attualmente detenuta dalla Svizzera. Secondo le previsioni, Hong Kong supererà la Svizzera già nel 2027 e Singapore sta crescendo tre volte più velocemente della Confederazione, ha dichiarato il numero uno di UBS. Questo sviluppo avviene nonostante il fatto che una decina di anni fa Hong Kong e Singapore, insieme, gestissero asset appena pari a quelli della sola Svizzera.

«Non possiamo essere compiacenti. Non dobbiamo pensare che sia sufficiente avere banche locali in un ambiente altamente competitivo», ha avvisato Ermotti, aggiungendo che i centri finanziari esteri ne trarrebbero vantaggio.

Secondo il luganese, ci sono troppe voci disinformate, populiste e che diffondono paura nei media, nella politica e nel mondo accademico. Molte di queste «vedono solo il pericolo di una grande banca nel nostro Paese», ma spesso ne ignorano i numerosi vantaggi.

«Una piazza finanziaria diversificata, con al centro un istituto leader e connesso a livello globale, offre alle imprese e alle famiglie svizzere capitali, consulenza e competenze», ha messo in chiaro Ermotti.

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