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SVIZZERAI titolari di ipoteche Saron tirano un sospiro di sollievo

28.09.23 - 08:05
Negli ultimi tre mesi i consumatori sembrano preferire le ipoteche di breve durata, secondo l'esperto di Comparis.ch
Depositphotos (maxxyustas)
Fonte Comparis.ch
I titolari di ipoteche Saron tirano un sospiro di sollievo
Negli ultimi tre mesi i consumatori sembrano preferire le ipoteche di breve durata, secondo l'esperto di Comparis.ch

ZURIGO - La decisione della Banca nazionale svizzera (BNS) di non toccare i tassi d'interesse - dopo cinque rialzi consecutivi - ha interrotto il rincaro delle ipoteche a breve termine, come le ipoteche Saron.                       

Lo spiega Comparis.ch nel suo consueto Barometro Ipoteche per il terzo trimestre 2023. Per contro, i tassi indicativi per le ipoteche a tasso fisso di media e lunga durata hanno subito un nuovo calo. I tassi indicativi delle ipoteche a tasso fisso di dieci anni sono scesi leggermente verso la fine di settembre, passando dal 3% di inizio anno al 2,73%. I tassi indicativi delle ipoteche di media durata, come le ipoteche a tasso fisso di 5 anni, sono invece rimasti pressoché invariati al 2,68%. È quanto indicano i dati di HypoPlus, il partner ipotecario di Comparis.                       

«Interrompendo il rialzo dei tassi, la Banca nazionale svizzera ha probabilmente sorpreso alcuni economisti che avevano previsto un aumento al 2%. La BNS si trova in una posizione comoda, dato che i tassi di inflazione sono stati al di sotto dell’obiettivo del 2% per tre mesi consecutivi», spiega l’esperto Comparis in finanze Dirk Renkert. La BNS, però, ricorda Renkert, ha spiegato che interverrà con ulteriori aumenti dei tassi d’interesse se l’inflazione dovesse crescere nuovamente.                      

Andamento laterale o leggermente negativo dei tassi indicativi per le ipoteche a tasso fisso                     

Dall’inizio di luglio, i tassi d’interesse di riferimento per le ipoteche a tasso fisso di diverse durate hanno registrato un andamento laterale o leggermente negativo, senza grandi oscillazioni. La curva dei tassi mostra ancora strutture inverse, ma non troppo accentuate. I tassi indicativi delle ipoteche a tasso fisso di diversa durata si sono allineati. Il divario tra i tassi indicativi, ad esempio tra le ipoteche a tasso fisso di 5 anni a quelle di 15 anni, è di soli 0,16 punti percentuali (dato aggiornato al 25 settembre 2023).                   

«L’andamento globale dei tassi di inflazione, che negli ultimi mesi hanno subito un brusco calo rispetto ai loro picchi massimi, ha fatto tirare un sospiro di sollievo», afferma Renkert. Negli Stati Uniti, in agosto il tasso di inflazione di fondo, che non tiene conto delle fluttuazioni dei prezzi dell’energia e dei generi alimentari, è passato dal 4,7 al 4,3%. Nell’area euro questo valore è sceso dal 5,5 al 5,3%, mentre il tasso di inflazione di fondo in Svizzera è stato dell’1,7%. Secondo l’esperto Comparis, l’andamento ha riaperto alle banche centrali un margine di manovra più ampio nelle loro decisioni di politica monetaria sui tassi d’interesse. Sebbene la scorsa settimana la Fed e, sorprendentemente, la BNS hanno lasciato invariati i tassi di riferimento, la Banca centrale europea (BCE) ha optato per un rialzo dal 4,25 al 4,5%.                     

«L’ultimo aumento dei tassi a giugno non ha avuto conseguenze negative per i tassi ipotecari a medio e lungo termine. Anche le ipoteche Saron e le ipoteche a tasso fisso di breve durata non hanno subito ulteriori rincari a causa del mancato rialzo dei tassi d’interesse da parte della BNS», commenta Renkert.                      

Aumenta la stipula di ipoteche di breve durata                       

Negli ultimi tre mesi, sembra si sia delineata una tendenza che vede i consumatori preferire le ipoteche di breve durata. Quasi un terzo delle ipoteche stipulate sono ipoteche Saron − in aumento rispetto al 25% di inizio anno. Questo cambiamento è avvenuto a discapito delle ipoteche a tasso fisso di 3-5 anni, che rappresentano ora poco meno del 15% delle ipoteche stipulate (-50% rispetto a inizio anno). Per quanto riguarda le ipoteche di lunga durata, la quota delle ipoteche a tasso fisso di 10 anni è cresciuta notevolmente, passando da circa il 30 a quasi il 50%. Negli ultimi 3 mesi, tuttavia, pochi consumatori hanno stipulato ipoteche con durata superiore a 10 anni.    

«Tra i titolari delle ipoteche Saron sembra riaffiorare la speranza che con la pausa dall’aumento dei tassi il picco sia già stato raggiunto. Tuttavia, anche se la BNS ha per il momento interrotto i rialzi dei tassi d’interesse, ha già dichiarato che potrebbe intervenire nuovamente in caso di forte crescita dell’inflazione. Infatti, non è affatto chiaro quali siano gli ulteriori effetti negativi che la guerra in corso in Ucraina potrebbe ancora avere sui prezzi dell’energia e dei generi alimentari», osserva Renkert.                       

Vista la situazione di incertezza, i consumatori dovrebbero stipulare un’ipoteca Saron solo se sono in grado di sostenerla finanziariamente anche in caso di ulteriori aumenti dei tassi. «Chi invece cerca maggiore sicurezza nella pianificazione, farebbe meglio a optare per le ipoteche a tasso fisso di lunga durata», afferma Renkert.           

I tassi d’interesse indicativi qui analizzati sono i tassi medi pubblicati, ma ancora negoziabili, di circa 50 istituti ipotecari. Le ipoteche effettivamente stipulate tramite HypoPlus, il partner ipotecario di Comparis, sono molto più convenienti: il miglior tasso di interesse negoziato per un’ipoteca a tasso fisso di dieci anni è del 2,25% (dato aggiornato al 25 settembre 2023). Il tasso indicativo si attesta invece al 2,73%.              

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COMMENTI
 

Gus 10 mesi fa su tio
Ogni decisione è presa in funzione dell"Europa e delle spese sostenute per l'Ucraina. Il pensiero ai bisogni dei cittadini svizzeri viene rivolto solo dopo tutti gli altri. Ormai ci hanno ridotto in povertà.
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