Nuove sanzioni per la deportazione di minori ucraini

Colpite 16 persone e sette entità legate ai trasferimenti forzati e all’indottrinamento dei bambini
BRUXELLES - Il Consiglio dell’Unione europea ha deciso oggi di adottare nuove misure restrittive nei confronti di 16 individui e sette entità ritenuti responsabili di azioni che minano o minacciano l’integrità territoriale, la sovranità e l’indipendenza dell’Ucraina. La decisione è stata annunciata a Bruxelles in occasione della riunione di alto livello della Coalizione internazionale per il ritorno dei bambini ucraini.
Le sanzioni prendono di mira in particolare i responsabili della deportazione illegale sistematica, del trasferimento forzato e dell’assimilazione di minori ucraini, inclusi indottrinamento ed educazione militarizzata, nonché adozioni illegali e trasferimenti nella Federazione Russa e nei territori temporaneamente occupati.
Secondo quanto indicato dal Consiglio, dall’inizio della guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina si stima che quasi 20’500 bambini ucraini siano stati deportati o trasferiti con la forza. Tali azioni vengono definite gravi violazioni del diritto internazionale e dei diritti fondamentali del bambino, con l’obiettivo di cancellare l’identità ucraina.
Tra gli enti colpiti figurano istituzioni statali federali collegate al Ministero dell’Istruzione russo, come i centri per l’infanzia Orlyonok, Vele Scarlatte e Smena. Secondo Bruxelles, queste strutture organizzano programmi per bambini ucraini in coordinamento con le autorità di occupazione, esponendoli a indottrinamento filorusso e attività a carattere militare.
Inseriti nell’elenco anche altri enti e organizzazioni attivi nei territori occupati, tra cui il Centro DOSAAF di Sebastopoli, la Scuola Navale Nakhimov e il club militare-patriottico Patriot in Crimea, accusati di promuovere la rieducazione ideologica e la militarizzazione dei minori. Le misure prevedono il congelamento dei beni e il divieto di mettere a disposizione fondi o risorse economiche, oltre al divieto di ingresso e transito nell’Unione europea per le persone sanzionate.



