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L'Onu vuole vederci chiaro: al via inchiesta su «presunte violazioni dei diritti umani»

Le Nazioni Unite avevano già denunciato l'uso «non necessario e sproporzionato» della forza da parte dell'Iran
Reuters
L'Onu vuole vederci chiaro: al via inchiesta su «presunte violazioni dei diritti umani»
Le Nazioni Unite avevano già denunciato l'uso «non necessario e sproporzionato» della forza da parte dell'Iran
GINEVRA - Solo ieri abbiamo dato notizia della denuncia da parte delle Nazioni Unite dei 14mila arresti e dell’uso «non necessario e sproporzionato» della forza da parte del governo di Teheran nei confronti dei manifestanti aderenti...

GINEVRA - Solo ieri abbiamo dato notizia della denuncia da parte delle Nazioni Unite dei 14mila arresti e dell’uso «non necessario e sproporzionato» della forza da parte del governo di Teheran nei confronti dei manifestanti aderenti alle proteste, scoppiate lo scorso 16 settembre a seguito della morte di Mahsa Amini. Ebbene, dalle parole si è passati ai fatti, dato che il Consiglio dei diritti umani dell’Onu ha autorizzato a che si proceda ad «una missione conoscitiva internazionale indipendente», che faccia luce sulla repressione in atto in Iran, e nello specifico sulle «presunte violazioni dei diritti umani nella Repubblica islamica dell'Iran». 

L'inchiesta conoscitiva - Il Consiglio ha dichiarato dunque di voler istituire «una missione conoscitiva internazionale indipendente». Come riporta in una agenzia l’Ats, il target della missione sarà quello di mettere in evidenza fatti e circostanze e presentare poi un report completo sulle sue conclusioni al Consiglio. La sessione speciale del Consiglio per i diritti umani è stata convocata a seguito di una richiesta ufficiale presentata da Germania e Islanda, sostenuta da 44 Stati.

Non solo arresti, ammonterebbero a 416 le morti frutto della repressione - Non c’è però solo un'emergenza arresti attualmente in atto in Iran. Come riportato da Tio, il bilancio complessivo delle vittime dall'inizio delle proteste era salito la scorsa settimana a 416. Tra i morti si contano anche 51 bambini e 21 donne.

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