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13.07.2021 - 21:110
Aggiornamento : 14.07.2021 - 06:32

La terza dose «per ora» non è un argomento

La situazione non cambia dopo l'incontro tra Pfizer e autorità statunitensi. Fauci: «Adesso no. Forse in futuro».

Il Dipartimento della salute: «Al momento gli americani completamente vaccinati non hanno bisogno di un richiamo».

WASHINGTON - Il meeting con Pfizer c'è stato, ma per il momento la situazione non cambia. «Sulla base dei dati che abbiamo a disposizione finora non riteniamo necessaria una terza dose di vaccino». A esprimere il parere della Food and Drug Administration e dei Centers for Disease Control and Prevention, in diretta ai microfoni della CNN, è il virologo statunitense Anthony Fauci.

L'azienda farmaceutica americana, che venerdì scorso aveva annunciato di voler richiedere l'autorizzazione agli enti regolatori per un "richiamo" del proprio vaccino anti-Covid - da effettuare a circa sei mesi di distanza dal primo ciclo vaccinale - per contrastare con maggiore efficacia le varianti, ha incontrato virtualmente nelle scorse ore i vertici della sanità a stelle e strisce per esporre i propri argomenti.

In futuro? «Forse per alcune categorie»
Un incontro in un certo senso "risolutore", necessario dopo che l'annuncio di Pfizer aveva fatto scattare le autorità sanitarie, che ieri hanno sostanzialmente ribadito la propria posizione. «Di fatto non è cambiato nulla», ha detto Fauci, che non ha però escluso che in futuro possa essere necessario, in alcune situazioni, ricorrere a una terza dose. «Questo non significa che» il protocollo vaccinale «non cambierà mai. A un certo punto potrebbe essere necessario prevedere un richiamo per alcune fasce di popolazione, penso ai più anziani o a chi soffre di condizioni croniche».

Il fatto che la terza dose di vaccino non sia per ora un argomento è condivisa anche dal Dipartimento della salute e dei servizi umani degli Stati Uniti. Un portavoce ha confermato che «al momento gli americani completamente vaccinati non hanno bisogno di un richiamo» e che «i vaccini disponibili offrono un grado di protezione molto elevato». Tuttavia, l'Amministrazione americana è «pronta per le dosi di richiamo, se e quando la scienza dimostrerà che sono necessarie».

Un problema chiamato Delta
Ma perché Pfizer e BioNTech hanno annunciato l'intenzione di voler fare richiesta per omologare una terza dose del proprio vaccino? I dati raccolti in Israele, che si è subito distinta come prima della classe nella campagna vaccinale (utilizzando solo il siero di Pfizer), hanno mostrato un calo dell'efficacia del preparato nei confronti della variante Delta del virus SARS-CoV-2, candidata a prendersi a breve la "cintura" di ceppo dominante.

Cifre alla mano, la capacità del vaccino di prevenire le infezioni sintomatiche risulta - stando alle autorità israeliane - in calo dal 94.3% al 64%. Fortunatamente, lo scudo contro le forme gravi della malattia non sembra invece essersi incrinato. E in ottica varianti, Pfizer ha annunciato per il mese prossimo l'inizio di una nuova serie di test clinici su una nuova versione del siero, "riprogrammata" in modo specifico contro la proteina spike della variante Delta.

Commenti
 
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Dex 2 sett fa su tio
alla prossima dose si diventa tossicodipendenti...
Kastolino 2 sett fa su tio
Prima la gente si scattava i selfie per fare vanto dei propri corpi.. Ora si scatta i selfie per fare vanto dei propri anticorpi.. Ma dove finiremo..?
Fkevin 2 sett fa su tio
In svizzera dicono dal 94 all'88 % la funzionalità del vaccino sulla variante delta. In Israele dicono al 64%. Io dico ho fatto 6 al lotto. Sempre a dare numeri. Per forza non si dà la terza dose, perché sanno che la minoranza delle persone si vaccinerà siccome hanno appena fatto le due dosi. Si sentiranno prese in giro. Appena arriva un altra variante ancora più " pericoloso "di questa, dobbiamo ancora farci la 4 dose o.... Intanto si sa già che arrivano i richiami. Non vale più la pena vaccinarsi da piccoli, adesso vogliono fare un vaccino per tutta la popolazione mondiale per ogni anno. Evvivaaaa.... Se poi questa delta fosse così pericolosa dovremmo vedere gli ospedali stra pieni (come gran Bretagna o. Israele, anzi no, mi sembrano ancora vuoti). Sempre a far paura alle persone. Sembra che solo in India ci sia stata una selezione di vite (adesso neanche ne parlano più). Va be', aspetto la prossima puntata in settembre/ottobre quando inizierà l'influenza. Anzi no il covid22
pillola rossa 2 sett fa su tio
@Fkevin Condividi tutto! Inoltre nessuno tiene il conto dei morti per nessun nesso, a causa di embolie varie, accasciati per malore improvviso qualche giorno dopo il vaccino. Purtroppo tra di loro ce ne sono tanti giovani. Esistono vari gruppi che raccolgono i dati. Ogni giorno si aggiungono nuove vittime. Senza contare chi ha sviluppato terribili reazioni avverse come patologie autoimmuni dalle quali non c'è ritorno.
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