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FRANCIA

Macron sempre più solo: anche Collomb lascia il Governo

Il presidente, nonostante la perdita di un altro fedelissimo alleato, minimizza: «Quello che è accaduto nelle ultime 48 ore non ha niente a che vedere con una crisi politica»
Macron sempre più solo: anche Collomb lascia il Governo
Keystone
Macron sempre più solo: anche Collomb lascia il Governo
Il presidente, nonostante la perdita di un altro fedelissimo alleato, minimizza: «Quello che è accaduto nelle ultime 48 ore non ha niente a che vedere con una crisi politica»
PARIGI - «Quello che è accaduto nelle ultime 48 ore non ha niente a che vedere con una crisi politica»: dalle parole di Emmanuel Macron, riportate dal suo portavoce dopo il Consiglio dei ministri, traspare tutto l'imbarazzo dell'El...

PARIGI - «Quello che è accaduto nelle ultime 48 ore non ha niente a che vedere con una crisi politica»: dalle parole di Emmanuel Macron, riportate dal suo portavoce dopo il Consiglio dei ministri, traspare tutto l'imbarazzo dell'Eliseo e di una presidenza che sembrava onnipotente e in poche settimane si ritrova a brandelli.

Gerard Collomb, il socialista "saggio", sindaco di Lione per 17 anni, tutore e guida dell'avventura di Macron fin dai primi vagiti de La Republique en Marche, se n'è andato. Lo aveva detto un paio di settimane fa, poi le critiche e i sospetti lo avevano inseguito fin quando Collomb, il fedelissimo della prima ora, molto legato anche alla première dame Brigitte, ha deciso di rompere gli indugi: due giorni fa le dimissioni, respinte. Appena 24 ore dopo l'insistenza, senza neppure parlare con Édouard Philippe, tenuto all'oscuro di tutto. Fra i due, stamattina, al momento del passaggio dei poteri - il premier ha assunto il ministero dell'Interno ad interim in attesa di una nomina - è calato il gelo.

Ieri la figuraccia di Philippe, che era in Assemblée Nationale a rispondere alle domande al governo e non sapeva nulla delle reiterate dimissioni, al punto da apprenderle da una notifica dell'applicazione di Le Figaro sul suo smartphone. Oggi la piccola vendetta, con Collomb rimasto 18 minuti apparsi infiniti in cima alle scale del suo ministero ad aspettarlo, davanti a giornalisti e fotografi che lo bersagliavano.

Il clima, dalle parti dell'Eliseo, è da «psicodramma» come ha titolato oggi in prima pagina Le Parisien. In un paio di settimane Macron ha dovuto far fronte all'addio dei due suoi ministri più popolari, Nicolas Hulot all'Ecologia e Laura Flessel allo Sport, e adesso alla voragine che gli si è aperta con le testarde dimissioni del suo pilastro Collomb. Che in un'intervista aveva rimproverato al presidente la "mancanza di umiltà" di questi ultimi mesi. Un rimprovero che - stando a un sondaggio di Elabe per BFM TV - è condiviso dal 79% dei francesi che trovano "autoritario" il loro presidente, e dal 71% che lo ritengono "arrogante".

Anche se l'ultimo successo di Collomb da ministro - pur se proprio nelle ultime ore in cui era in carica - è stato la cattura della "primula rossa" Rédoine Faid, l'uscita dal governo del ministro dell'Interno in un paese sempre in massima allerta antiterrorismo è un elemento di inquietudine ulteriore per i francesi. Macron, chiuso all'Eliseo, sta studiando come arginare l'emorragia di ministri. E passa in rassegna i candidati alla successione di Collomb e le loro caratteristiche: profilo rassicurante ma soprattutto propensione alla fedeltà al capo.

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