La Fed lascia i tassi di interesse invariati

Tassi d'interesse invariati negli Stati Uniti: la Fed decide con una maggioranza schiacciante.
NEW YORK - La Federal Reserve (Fed) lascia i tassi invariati nella penultima riunione dell'era di Jerome Powell. Il costo del denaro resta fermo fra il 3,5% e il 3,75%. La decisione è stata presa con 11 voti a favore e 1 contrario.
«L'incertezza sull'outlook economico resta elevata. Le ripercussioni economiche degli sviluppi in Medio oriente per l'economia americana sono incerti», si legge nel comunicato della Fed, al termine della due giorni di riunione. La banca centrale americana «è attenta ai rischi», viene aggiunto, precisando che la Fed continuerà a monitorare le implicazioni sull'economia legate alle informazioni che arriveranno.
La Fed è pronta ad aggiustare la sua politica monetaria come appropriato se - continua il comunicato - emergeranno rischi che possono impedire il raggiungimento degli obiettivi della massima occupazione e della stabilità dei prezzi. Dei 12 membri del Fomc, 11 hanno votato a favore del mantenimento dei tassi invariati, e solo uno - Stephen Miran nominato da Donald Trump - ha votato contro preferendo una riduzione del costo del denaro di un quarto di punto.
«È troppo presto per conoscere i pieni effetti economici» della guerra in Medio Oriente, ha detto Powell sottolineando che i più alti prezzi dell'energia spingeranno al rialzo le inflazione nel breve termine ma è «troppo presto per conoscere la portata e la durata del potenziale effetto sull'economia».
«Penso che sia importante mantenere i tassi» a un livello «lievemente restrittivo», ha detto il presidente della Fed sottolineando che la banca centrale americana si trova in una posizione difficile e deve bilanciare i rischi che pesano sui suoi due mandati, ovvero la massima occupazione e la stabilità dei prezzi.
«La possibilità che la prossima mossa sia un rialzo dei tassi è emersa. Ma la maggioranza non ritiene un rialzo dei tassi come lo scenario di base per le prossime mosse», ha poi dichiarato Powell. Gli analisti temono in un'impennata dei prezzi in seguito alla corsa delle quotazioni petrolifere.
La banca centrale americana ha anche alzato le previsioni di crescita americane per il 2026 al 2,4%. Ritoccate al rialzo anche quelle per l'inflazione, attesa quest'anno al 2,7%, mentre ha mantenuto invariate le stime sulla disoccupazione al 4,4%.



