Dai guardiani del cervello una nuova arma contro l'Alzheimer

Astrociti potenziati eliminano le placche dell’Alzheimer nei topi, promettendo così nuove terapie.
Astrociti potenziati eliminano le placche dell’Alzheimer nei topi, promettendo così nuove terapie.
ROMA - Le cellule che proteggono il cervello dalle infiammazioni, gli astrociti, sono state modificate e potenziate in modo da eliminare gli accumuli della proteina amiloide che sono all'origine della malattia di Alzheimer.
Ottenuto nei topi e pubblicato sulla rivista Science, se confermato negli esseri umani il risultato promette di diventare una nuova arma capace di bloccare la malattia sul nascere. Gli esperimenti hanno infatti dimostrato che una sola iniezione di cellule modificate riesce a prevenire lo sviluppo delle placche e a dimezzare la quantità di quelle già formate.
La ricerca è stata condotta nella Washington University School of Medicine di St. Louis, con la guida dell'italiano Marco Colonna, originario di Parma.
Gli astrociti sono stati modificati in un modo simile a quelli con cui le cellule Car-T vengono attualmente modificate per combattere i tumori del sangue: come le Car-T sono modificate con un recettore artificiale chiamato 'Recettore Chimerico dell'Antigene' (Car), che permette loro di riconoscere e aggredire le cellule tumorali, anche le cellule guardiano del cervello sono equipaggiate con un dispositivo molecolare che le trasforma in super-depuratori che rimuovono dal cervello le proteine dannose.
«Questo studio - ha detto Colonna - segna il primo tentativo riuscito di ingegnerizzare gli astrociti per colpire e rimuovere specificamente le placche di beta amiloide nel cervello dei topi affetti da malattia di Alzheimer».




