La cerimonia a Maidan per i caduti ucraini: «L'Europa vi commemora»

«Trump venga a Kiev» ha dichiarato Zelensky nel suo discorso
KIEV - Una lunga, lunghissima fila di bandiere, candele, foto dei soldati caduti. Di fronte, Volodymyr Zelensky e il gruppo di leader europei arrivati a Kiev, pronti a onorare per il quarto anno consecutivo la resistenza ucraina. È finita da alcuni minuti la cerimonia in onore dei caduti a piazza Maidan, simbolo della rivoluzione ucraina del 2014 e, più in generale, della resistenza al nemico russo.
Il freddo, dopo giorni che a Kiev raccontano come difficilissimi, sembra aver dato un attimo di tregua agli abitanti della capitale. Il minuto di silenzio d'ordinanza viene chiamato al termine dell'elenco dei presenti, fatto dallo speaker ucraino. Con Ursula von der Leyen e Antonio Costa ci sono il finlandese Alexander Stubb, la danese Mette Frederiksen, il croato Andrej Plenkovic, parte di un gruppo di capi di Stato e di governo espressione soprattutto del Nord Europa. «Oggi è un giorno di commemorazione in Ucraina. In Europa. Ricordiamo le vite perdute: i soldati, i civili, i bambini. Ricordiamo le comunità distrutte, le case rase al suolo e i bambini strappati alle loro famiglie», ha sottolineato Costa prima ai cronisti presenti a Kiev e poi anche su X.
Ma non c'erano solo i leader, a piazza Maidan. Poco dietro presenti gli ambasciatori dei Paesi occidentali, una rappresentanza di familiari dei caduti, membri del governo ucraino. Ognuno con la sua candela, da portare in cima ai gradini di piazza Maidan. Davanti a loro, l'iconico monumento all'Indipendenza che celebra l'autonomia dell'Ucraina dall'Unione Sovietica, nel 1991.
We paid tribute to the fallen heroes of Ukraine at Maidan.
— Ursula von der Leyen (@vonderleyen) February 24, 2026
I am also thinking of their comrades, bravely holding the line in the trenches.
Fighting for peace.
Fighting for a better future for their children.
Fighting for a free and sovereign Ukraine, at the heart of a… pic.twitter.com/aePra9oaA1
«Trump venga a Kiev» - «Vorrei davvero venire qui con il presidente degli Stati Uniti un giorno. Lo so per certo: solo venendo in Ucraina e vedendo con i propri occhi la nostra vita e la nostra lotta, toccando con mano il nostro popolo e l'enormità di questo dolore, solo allora si potrà capire di cosa tratta veramente questa guerra», ha detto Zelensky in un passaggio del suo discorso video.
Un viaggio in Ucraina potrebbe chiarire a Trump «chi è l'aggressore qui e chi deve essere messo sotto pressione», ha suggerito Zelensky in un passaggio del discorso rilanciato dal Guardian. «Questa non è una rissa di strada, è un attacco di uno Stato malato a uno Stato sovrano» e Putin «è la causa del suo inizio e l'ostacolo alla sua fine. Ed è la Russia che deve essere rimessa al suo posto. Affinché ci possa essere una vera pace».



