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SOMALIASopravvivere alla fame avvelenando i propri figli

08.05.23 - 18:31
Nel Corno d'Africa la siccità continua ad avanzare e a mietere vittime nell'ordine delle decine di migliaia. Cosa si fa per non morire
keystone-sda.ch / STR (Farah Abdi Warsameh)
Sopravvivere alla fame avvelenando i propri figli
Nel Corno d'Africa la siccità continua ad avanzare e a mietere vittime nell'ordine delle decine di migliaia. Cosa si fa per non morire

MOGADISCIO - Da mesi si parla di allarme, si fa la conta dei morti di un futuro che sembra molto vicino (e che per migliaia di persone è già arrivato). Ma nonostante la crisi, si continua nell'inazione umanitaria. Così in Somalia, nonostante quattro anni consecutivi di mancate piogge stagionali e già decine di migliaia di morti in più, lo stato di carestia continua a non essere dichiarato e gli aiuti faticano ad arrivare. La popolazione ha quindi cominciato a combattere per la propria sopravvivenza, ma mettendosi, allo stesso tempo, anche in pericolo.

Al momento è noto che almeno un milione di persone in Somalia sono rimaste senza casa. I loro raccolti distrutti e i capi di bestiame (più di tre milioni) morti, fuggono in cerca di cibo e di un alloggio. Alcuni oltrepassano i confini - più di 60mila hanno fatto ingresso in Etiopia dall'inizio dell'anno -, altri si dirigono verso le città, alle cui porte sorgono talvolta insediamenti illegali, talvolta campi profughi affollatissimi e abitati dagli stessi cittadini del Paese del Corno d'Africa.

Rimedi estremi - Come sopravvivere senza aiuti dall'esterno? Un reportage di ElPaís mostra un quadro della situazione molto violento ed estremamente difficile. Il quotidiano spagnolo è riuscito a confrontarsi con alcune madri che confessano di star deliberatamente avvelenando i propri figli per riuscire a ottenere del cibo di buona qualità. In che modo?

Una donna ha raccontato di dare da bere al proprio figlio una soluzione di acqua, sale e detersivo così da poterlo portare in un centro sanitario in città gestito dal governo una volta che i sintomi, malessere generale e diarrea, si presenteranno. Lì c'è la possibilità di ricevere del cibo gratuito e di qualità. Così, una parte la mangiano sul posto, una parte la vende e un'altra parte la porta al resto della famiglia.

Un'altra pratica comune è affittare i propri figli ai mendicanti. I bambini vengono affidati a degli adulti che chiedono l'elemosina per strada in quanto la presenza di un piccolo aumenta la probabilità di racimolare dei soldi dai passanti. In questo modo una famiglia riesce a guadagnare fino a cinque dollari al giorno. Sono decisioni, queste, che non vengono prese alla leggera. Come non si decide da un giorno all'altro di dare la propria figlia ancora minorenne in sposa a persone più anziane e più ricche.

Fame e guerre - Dati alla mano, secondo l'Organizzazione mondiale della sanità e l'Unicef, nei primi sei mesi di quest'anno la siccità - la peggiore in 40 anni - potrebbe mietere fino oltre 34mila vite. E si stima che almeno 1,8 milioni di bambini sotto i cinque anni saranno gravemente malnutriti nel 2023. Sono 1,8 milioni, dato di Amnesty International, le persone sfollate. Le condizioni climatiche estreme potrebbe aver già provocato 43mila morti in più solo nel 2022.

Va inoltre precisato che la guerra in Ucraina ha causato l'interruzione delle forniture di grano. La Somalia, scrive sempre Amnesty nel suo rapporto annuale, «dipendeva da Russia e Ucraina per più del 90% del suo fabbisogno» del cereale prima dell'inizio del conflitto.

A incrinare ulteriormente la situazione, lato sicurezza, c'è il perdurare degli scontri «tra le truppe governative e i loro alleati internazionali e il gruppo armato di al-Shabaab» di cui i civili sono le principali vittime, perché uccisi o perché a causa del conflitto gli aiuti umanitari non possono arrivare.

 

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