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Tempesta d'inverno: «Ho partorito in video-chat»

Tante le storie drammatiche e di sopravvivenza che si intrecciano nel gelo americano, come quella di Erica
reuters
Tempesta d'inverno: «Ho partorito in video-chat»
Tante le storie drammatiche e di sopravvivenza che si intrecciano nel gelo americano, come quella di Erica
BUFFALO - Le immagini di neve e ghiaccio, che in massa sono arrivate in questi giorni dagli Usa, rischiano di cancellare, sotto un'unica e uniforme tonalità bianca, le tante drammatiche storie di eroismo e sopravvivenza, che non dovrebber...

BUFFALO - Le immagini di neve e ghiaccio, che in massa sono arrivate in questi giorni dagli Usa, rischiano di cancellare, sotto un'unica e uniforme tonalità bianca, le tante drammatiche storie di eroismo e sopravvivenza, che non dovrebbero invece essere dimenticate. 

La spesa, solo dopo 45 minuti di cammino - Nell'area della città di Buffalo (270mila abitanti) nello stato di New York, che da solo conta 34 morti, la neve ha continuato a cadere (oltre 1.20m) fino a ieri. I residenti, nonostante il divieto di circolazione, hanno tentato nelle scorse ore di uscire di casa, perché le scorte di cibo, dopo il lungo weekend di tempesta di neve, hanno iniziato a scarseggiare. «Dovevo procurarmi del cibo», ha raccontato al New York Times il signor Lewis, dopo aver camminato per 45 minuti, tra cumuli di ghiaccio e neve, per acquistare «tonno e carne essiccata». La speranza di tutti è che si avverino le previsioni del meteorologo del National Weather Service di Buffalo, che prevede il termine delle precipitazioni nel corso della mattina di oggi.

Le morti - In questo scenario emergono dunque alcune delle storie più drammatiche. Come quella delle tre persone colpite da infarto mentre erano intente a spalare la neve, o altre quattro vittime "colpevoli" solo di non aver potuto usufruire del riscaldamento in casa. E ancora, uomo di 27 anni che, nella contea di Niagara, è morto per il monossido di carbonio, dopo che la coltre bianca ne aveva reso impossibile la fuoriuscita. E da brividi sono i racconti dei ritrovamenti dei corpi: «Sono stati trovati lungo i marciapiedi - ha spiegato al quotidiano newyorkese un portavoce del sindaco di Buffalo - agli angoli delle strade, in mezzo ai cumuli di neve».

100 dollari per uscire di casa - Impossibile poi recarsi al lavoro: per farlo la signora Leeper, 38 anni, racconta di aver pagato 100 dollari per farsi liberare l'auto, imprigionata sotto oltre il metro di neve. Solo cosi le è stato possibile riavere il proprio mezzo di trasporto. Nel frattempo, la polizia controlla una a una, le automobili intrappolate lungo la carreggiata, per verificare che all'interno non ci siano vittime, lasciando un segno - un nastro giallo - là dove il controllo è stato fatto.

Il salvataggio di Natale - Le situazioni difficili generano soprattutto storie di eroismo. Come quella con protagonista una famiglia di Williamsville, vicino a Buffalo, che venerdì sera - secondo quanto riferito da CNN - era in viaggio e cercava di raggiungere un hotel, dove rifugiarsi. I sei - due genitori e quattro figli - si sono trovati bloccati nella neve. Solo l’intervento provvidenziale dei vigili del fuoco ha messo in salvo papà, mamma e i loro bambini, tra i nove mesi e gli otto anni di età. La famiglia ha poi trascorso il Natale nella caserma dei loro "angeli custodi", che si sono anche preoccupati di trovare dei regali per i bimbi. 

Il parto in video-chat - La storia, con il migliore lieto fine possibile, è invece quella di una coppia, Erica e Davon, che, seppur vivendo a soli 10 Km circa dall'ospedale, non hanno potuto essere raggiunti dai soccorsi. Lo scorso sabato, infatti, Erica si è trovata a poco tempo dal parto e nel pieno delle contrazioni. Ecco, provvidenziale, l'intervento di un amico dei due che, accedendo a un gruppo social, ha potuto assicurarsi l'assistenza, in video chat, di Raymonda Reynold, una "doula", cioè un'esperta nella cura alle donne in gravidanza. Secondo quanto riportato da Buffalo News e ripreso dal The Guardian, alla Reynold, in chat, si è aggiunta anche l'infermiera, Iva Michelle Blackburn. Tutte insieme, in collegamento video, hanno contribuito a dare alla luce, alle 15.30 circa, a una bambina in buone condizioni di salute: Devynn Brielle Thomas. «Ci ha appena guardati entrambi... Regalandoci uno sguardo del tipo, "bene, sono qui"», ha detto, felice, papà Davon. Il giorno successivo, la neo famiglia è stata accompagnata in ospedale con un mezzo d'eccezione e grazie all'intervento di un vicino che, con il suo camion, è riuscito nell'impresa di superare la tempesta.

 

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