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RUSSIA / STATI UNITI«Violati i diritti internazionali». I leader europei condannano la firma di Putin

21.02.22 - 21:45
Il discorso del presidente russo alla nazione si è concluso con la firma del decreto di riconoscimento del Donbass
keystone-sda.ch (Alexei Nikolsky)
RUSSIA / STATI UNITI
21.02.22 - 21:45
«Violati i diritti internazionali». I leader europei condannano la firma di Putin
Il discorso del presidente russo alla nazione si è concluso con la firma del decreto di riconoscimento del Donbass
Joe Biden è pronto a firmare un ordine esecutivo che vieta investimenti, attività commerciali e finanziare nelle regioni separatiste dell'Ucraina

MOSCA / WASHINGTON - Momenti concitati. Tra annunci e «una violazione del diritto internazionale», il mondo guarda ai confini dell'Ucraina. Si è concluso il discorso alla nazione del presidente Vladimir Putin, in cui ha annunciato di riconoscere l'autonomia del Donbass. Intanto arrivano le prese di posizione da diversi governi.

Putin ha ribadito che «se l'Ucraina aderisse alla Nato, questo comporterebbe una minaccia diretta per la nostra sicurezza». Aggiungendo che «le armi occidentali», si trovano già all'interno dei confini ucraini e «almeno dieci esercitazioni militari, a cui partecipa anche la Nato, stanno avendo luogo regolarmente nell'ovest del Paese». Quindi, «visto che la sicurezza di uno non può essere garantita a scapito di quella di un altro», ha firmato in diretta Tv il riconoscimento del Donbass.

Che cosa implica? - Le regioni separatiste di Donetsk e Luhansk, note insieme come il Donbass, si sono autoproclamate"repubbliche popolari" indipendenti nel 2014. Per il Cremlino, riconoscere ufficialmente il Donbass, potrebbe decretare un via libera delle forze militari russe nelle regioni separatiste.

Di fatto, firmando il decreto, Putin ha eliminato gli accordi di pace di Minsk, che anche se non sono mai stati messi in atto, avevano rappresentato fino a poche ore fa la miglior possibile soluzione alla crisi.

Il mondo reagisce - Il primo a parlare è stato il primo ministro britannico Johnson che, come riporta il Guardian, ha affermato che la decisione di Putin «viola il diritto internazionale. È una flagrante violazione della sovranità e dell'integrità dell'Ucraina». Ha inoltre descritto quanto accaduto nella diretta Tv del presidente russo come un «cattivo presagio». Per il premier «le cose si stanno muovendo nella direzione sbagliata».

In un tweet, invece, il presidente ucraino Vlodymyr Zelenskyy ha dichiarato di aver discusso con il suo omonimo americano «gli eventi delle ultime ore» e che sta per avere luogo una riunione del Consiglio di sicurezza e difesa nazionale del Paese. Dopodiché ha intenzione di parlare con Biden.

Irina Venediktov, procuratrice generale ucraina, ha aperto un procedimento penale contro la Russia, in quanto la decisione di Putin è una violazione dell'articolo 110 del codice penale, in quanto questo proibisce appelli deliberati per modificare i confini dell'Ucraina.

Mentre Olaf Scholz ed Emmanuel Macron hanno espresso la loro delusione, dalla Casa Bianca ancora tutto tace. Sarebbe ancora in corso una riunione del Consiglio di Sicurezza a cui sono stati convocati da Biden i massimi funzionari della sicurezza nazionale, tra cui il direttore della CIA William Burns e il presidente dei capi di stato maggiore congiunti, il generale Mark Milley. Ma viene reso noto che «Joe Biden sta per firmare un ordine esecutivo che proibisce nuovi investimenti, attività commerciali e finanziarie da parte degli americani per, da o nelle cosiddette regioni separatiste dell'Ucraina. Presto annunceremo anche ulteriori misure relative alla palese violazione degli impegni internazionali della Russia».

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