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GermaniaLo teneva chiuso nell'armadio, condanna a vita per un 46enne tedesco

03.09.21 - 08:29
Il giudice Stefan Culemann: «L'imputato si è approfittato della situazione del ragazzo»
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Lo teneva chiuso nell'armadio, condanna a vita per un 46enne tedesco
Il giudice Stefan Culemann: «L'imputato si è approfittato della situazione del ragazzo»

BOCHUM - Abusi sessuali in cambio di soldi e sigarette. Un uomo di 46 anni è stato condannato a nove anni di prigione dopo che nel 2019 era stato ritrovato nascosto in un suo armadio un ragazzo scomparso dal 2017. È stato ritenuto colpevole di aver abusato del ragazzo, ora 16enne, almeno 445 volte.

La vittima è un ragazzo che all'epoca della sua scomparsa aveva 13 anni. Viveva in una struttura di assistenza ai giovani, in quanto aveva problemi in famiglia, dove aveva fatto la conoscenza di quello che è poi diventato il suo assalitore, un disoccupato con un problema di alcolismo. Era il primo giugno 2017. Poi il ragazzo, pochi giorni dopo, si era trasferito nell'appartamento di due stanze e pieno di rifiuti che l'uomo condivideva con il padre affetto da demenza.

Denunciata la sua scomparsa, fino al 2019 si erano perse le sue tracce. La madre e la sorella, con l'indagine a un punto morto, si erano rivolte alla trasmissione tedesca "Aktenzeichen XY", che tenta di risolvere casi di sparizione. Era stato ritrovato poi nascosto nel dicembre dello stesso anno in un armadio nella casa dell'uomo durante una perquisizione della polizia che sospettava l'uomo di detenere materiale pedopornografico. La scoperta aveva profondamente turbato l'opinione pubblica perché richiamava il caso di Natascha Kampusch, tenuta sotto chiave per otto anni dal suo rapitore prima di riuscire a scappare nel 2006.

Nel corso del processo, il 46enne ha riconosciuto di aver avuto dei rapporti sessuali con il ragazzo, aggiungendo che l'iniziativa non era sua, ma del 16enne. Il giudice Stefan Culemann ha sottolineato che «l'imputato si è approfittato della situazione del ragazzo e gli ha concesso vitto e alloggio. Sapeva che per Marvin non c'era modo di tornare indietro». La Corte regionale di Bochum ha condannato l'uomo a nove anni, ma senza la possibilità, una volta la pena scontata, di richiedere la condizionale. Di fatto l'uomo è stato condannato a vita.

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