ITALIAI residenti della Torre dei Moro chiedono un'inchiesta: «Qui ci sono famiglie che hanno perso tutto»

30.08.21 - 07:09
Il sindaco di Milano assicura che non ci sono vittime: «Abbiamo contattato tutti, sono tutti in salvo»
keystone-sda.ch (MATTEO CORNER)
I residenti della Torre dei Moro chiedono un'inchiesta: «Qui ci sono famiglie che hanno perso tutto»
Il sindaco di Milano assicura che non ci sono vittime: «Abbiamo contattato tutti, sono tutti in salvo»

MILANO - Non sono stati segnalati dispersi nella Torre dei Moro, il grattacielo alla periferia sud di Milano teatro di un grave incendio scoppiato nel pomeriggio di domenica. I Vigili del Fuoco italiano hanno spiegato di aver raggiunto telefonicamente i residenti nell'edificio e di aver proseguito con lo spegnimento degli ultimi focolai ancora attivi nei piani alti.

Anche una ventina di autovetture, parcheggiate nell'area sottostante al palazzo, sono rimaste coinvolte. Nelle operazioni sono stati impegnati oltre 50 uomini con 15 mezzi. Questa mattina prosegue il controllo negli alloggi del palazzo ed è prevista la verifica delle strutture.

Il racconto dei residenti - Per chi abita nel grattacielo, le scorse ore sono state strazianti. «Tutto il palazzo, con la nostra casa dentro, è bruciato come carta in mezz’ora: ci avevano garantito la resistenza alle fiamme dei materiali da costruzione» dichiara uno di essi a Il Giorno. «Ci trovavamo in casa, stavamo riposando quando abbiamo sentito poco prima delle 17.30 un forte odore di fumo. Ci siamo preoccupati e siamo usciti sul pianerottolo. A quel punto, visto che l’odore era sempre più forte e avevamo paura, abbiamo deciso di fuggire, scendendo dalle scale ed evitando di prendere l’ascensore. Poi ci siamo radunati sulla strada».

I residenti, una volta in sicurezza, hanno quindi contemplato le fiamme che avvolgevano l'edificio. «Eravamo comunque in pochi. Vista la bella giornata penso che molti fossero fuori casa per una gita, oppure ancora in ferie. Questa circostanza è stata una fortuna, visto quello che è successo». Il più noto degli abitanti del palazzo di via Antonini è senz'altro Mahmood: l'artista è stato tra i primi a mettersi in salvo, riferiscono questa mattina i media italiani. Tra i primi a porre l'attenzione sulla sua possibile presenza nello stabile era stato il collega Morgan, che vive nel palazzo di fronte.

Sulla stampa si evoca la tragedia della Greenfell Tower di Londra, che costò la vita a 72 persone. Per fortuna, a Milano non si segnalano vittime, come ha confermato anche il sindaco di Milano Beppe Sala: «Abbiamo contattato tutti, sono tutti in salvo: possiamo tirare un sospiro di sollievo». Erano una trentina le persone presenti. Ma quei momenti resteranno nella memoria di chi li ha vissuti: «È stata una scena che non riuscirò mai a dimenticare. Secondo me hanno fatto da miccia i rivestimenti esterni dei balconi, realizzati con un materiale plastico. Ho visto che andavano a fuoco come niente e da lì il fuoco si è propagato ovunque. Dall’alto verso il basso ma divampando all’improvviso anche all’altezza di piani che in quel momento sembravano liberi dalle fiamme». Il rischio maggiore, in questa fase, è quello di crolli.

L'inchiesta - Il palazzo è ora inagibile. «Le forze dell’ordine e la magistratura facciano chiarezza su quello che è successo, perché qui ci sono famiglie che hanno perso tutto e non sanno neanche dove andare a dormire». Dal pool antiterrorismo milanese fanno sapere che «nessun elemento per ora lascia supporre che possa trattarsi di un attentato». Resta da capire cosa abbia dato origine le fiamme al 15esimo piano della Torre e perché il rivestimento esterno si sia liquefatto così facilmente. Tutti i residenti che hanno parlato con i media sono concordi nel dire che era stato loro assicurato che avrebbe protetto la struttura dalle fiamme.

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