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REGNO UNITO
14.06.2021 - 12:470
Aggiornamento : 13:14

La variante Delta preoccupa e il Regno Unito ritarda il ritorno alla normalità

La decisione, già presa, verrà confermata oggi da Johnson. L'obiettivo è limitare al massimo una possibile terza ondata

LONDRA - Dovrà aspettare ancora un po' il «giorno della libertà», tanto sbandierato da Boris Johnson e che era originariamente previsto per lunedì prossimo 21 giugno. Perché vengano rimosse tutte le restrizioni nel Regno Unito, infatti, si dovrà aspettare almeno fino al 19 luglio.

Stando a un'anticipazione della BBC, un'estensione del "cuscinetto" è già stata approvata e verrà comunicata dallo stesso Boris Johnson nella giornata di oggi, dopo che il premier sarà ritornato in Downing Street dal meeting con la NATO.

Al di là della Manica, quindi resteranno in vigore le norme attuali: ovvero la capacità massima in ristoranti, bar, cinema ed eventi sportivi. Così come la chiusura dei locali notturni. Viste le premesse, quindi, sarà probabilmente difficile che le finali degli Europei di calcio, previste per l'11 luglio a Wembley, potranno avere un tutto esaurito.

A preoccupare è la variante Delta del coronavirus, che riguarda ormai il 90% dei nuovi contagi nel Regno Unito ed è sostanzialmente più infettiva. Le quattro settimane prima della normalità dovrebbero, si auspicano le autorità inglesi, permettere a più persone d'immunizzarsi ricevendo anche la seconda dose del vaccino e anche di alleggerire la pressione sugli ospedali al momento.

La previsione è quella di una terza ondata autunnale, che colpirà soprattutto i più giovani e non immunizzati e una dilazione come quella già approvata, permetterà di ridurre in maniera significativa i ricoveri, che nel Regno Unito sono comunque all'ordine del giorno e hanno osservato un'impennata nelle ultime settimane. Domenica, lo ricordiamo, il Regno Unito ha registrato 7'490 nuovi contagi da coronavirus.

La variante Delta e il vaccino

Una sterzata così netta, da parte della autorità britanniche, si spiega con un forte incertezza riguardante la variante riscontrata per la prima volta in India. Se è abbastanza chiaro chi colpisca, e anche in maniera particolarmente violenta, ovvero i più giovani e non completamente immunizzati non è così evidente quale sia la capacità di questo virus mutato di aggirare la protezione dei vaccini.

Secondo i dati ufficiali, accuratamente vagliati da Nature, è abbastanza chiaro che il vaccino (con due dosi) effettivamente protegga dalla Delta, anche se in maniera lievemente inferiore. Un altro discorso, invece, riguarda chi ha ricevuto solamente una dose (stiamo parlando di Pfizer e AstraZeneca, che sono i farmaci in uso nel Regno Unito) la cui copertura è ridotta drasticamente, addirittura al 32%.

Importante notare che l'efficacia reale dei vaccini non stia tanto nella prevenzione dall'infezione, quanto piuttosto della prevenzione dell'insorgere di sintomi gravi, ospedalizzazione e decesso.

 

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