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Come mai la fune traente della funivia Stresa-Mottarone si è spezzata?
ITALIA
24.05.2021 - 08:020
Aggiornamento : 13:11

La procuratrice: «Uno scenario di profondo dolore che immaginavo si potesse vedere solo in guerra»

L'ultimo controllo della fune era stato eseguito a novembre 2020, afferma l'azienda che cura la manutenzione.

Resta riservata la prognosi dell'unico sopravvissuto, un bimbo di cinque anni.

STRESA - L'inchiesta aperta sulla tragedia della funivia Stresa-Mottarone, che domenica è costata la vita a 14 persone, dovrà chiarire perché la fune traente si sia rotta e come mai i freni d'emergenza non siano entrati in azione.

«Sono tutte supposizioni, ma credo ci sia stato un doppio problema» ha dichiarato il responsabile provinciale del Soccorso alpino Matteo Gasparini. «La rottura del cavo e il mancato funzionamento del freno di emergenza. Non sappiamo perché non si sia attivato, mentre nella cabina a valle ha funzionato».

Il fatto che il freno non sia entrato in azione «ha fatto sì che la cabina, dopo la rottura del cavo, abbia preso velocità, iniziando a scendere, finendo così catapultata fuori dai cavi di sostegno».

L'inchiesta - Il fascicolo - per omicidio colposo plurimo e lesioni colpose - è affidato alla procuratrice della Repubblica di Verbania Olimpia Bossi, che ha passato lunghe ore sul luogo del disastro. «Ciò che ho visto è uno scenario di profondo dolore che immaginavo si potesse vedere solo in guerra» ha dichiarato. «La cosa che mi ha colpito di più è la manina di un bambino che sporgeva dai rottami della cabina», si legge sul Corriere della Sera. «Abbiamo pianto in tanti. Prima di autorizzare la rimozione dei corpi, ho chiesto che si facesse un minuto di silenzio».

Per il momento non c'è nessun indagato, ma nelle prossime ore è probabile che qualche nome verrà iscritto nel fascicolo.

Ultimo controllo alla fune lo scorso novembre - A installare l'impianto è stata la Leitner di Vipiteno, una delle più importanti al mondo in questo settore. Sempre loro si occupano della manutenzione dell'impianto. Una nota dell'azienda afferma: «L’ultimo controllo magnetoscopico della fune è stato effettuato a novembre del 2020 e gli esiti dello stesso non hanno fatto emergere alcuna criticità». Inoltre «la revisione generale, che consiste in una severa revisione dell’intero impianto, dalle cabine ai carrelli, agli argani e alle apparecchiature elettriche, era stata realizzata nell’agosto del 2016. Da allora, ogni anno a novembre, si sono succeduti con regolarità i controlli alle funi. Sempre con esito positivo».

Bimbo superstite, prognosi sempre riservata - Resta riservata la prognosi dell'unico sopravvissuto della tragedia, il bimbo di cinque anni ricoverato in gravi condizioni all'ospedale infantile Regina Margherita di Torino. Il piccolo è sedato e intubato e da qualche ora c'è la zia paterna al suo fianco. I suoi genitori e il fratellino di due anni sono morti nell'incidente.

 

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