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ISRAELE
30.04.2021 - 11:200
Aggiornamento : 14:32

«Molte famiglie ancora non sanno di aver perso qualcuno»

Il ministro di Pubblica sicurezza israeliano, Amir Ohana, chiede un'indagine indipendente sul raduno del Monte Meron

Il bilancio provvisorio della tragedia conta almeno 45 vittime accertate e 150 feriti. Il premier israeliano Netanyahu ha dichiarato che domenica sarà osservata una giornata di lutto nazionale.

MERON - Sono almeno 45 le persone che hanno perso la vita nella tragedia avvenuta sul Monte Meron, in Galilea, nelle prime ore di venerdì mattina. E molte di queste, come hanno comunicato le autorità israeliane, non hanno ancora un nome. E di conseguenza «ci sono molte famiglie che ancora non sanno» di aver perso un loro caro, ha detto il ministro per la Pubblica sicurezza, Amir Ohana.

Il raduno religioso aveva portato decine di migliaia di pellegrini - secondo alcune stime si parla di oltre 100'000 persone - sul Monte Meron per celebrare il Lag Ba'omer. A innescare l'incidente sarebbe stata la caduta di alcune persone, scivolate dai gradini di una tribuna. Queste ne hanno trascinate con sé altre. Una sorta di effetto domino che ha fatto scoppiare il panico tra i presenti. E nella fuga generale decine di persone sono rimasta schiacciate dalla calca.

Un testimone: «Ho pensato di morire»
Alcuni testimoni hanno raccontato alla stampa del Vicino Oriente quanto visto a pochi metri di distanza dai loro occhi. «Una marea di persone è stata spinta nello stesso angolo e si è creato come una sorta di vortice», ha detto uno dei presenti ai microfoni della Israel Army Radio. Ha visto l'intera fila di persone di fronte a sé cadere. E per un attimo, ha detto, «ho pensato che sarei morto».

Una tragedia che si poteva evitare?
Il bilancio della tragedia conta anche 150 persone ferite. E potrebbe aggravarsi nelle prossime ore, considerando che una quarantina di queste - cifre riferite dal Magen David Adom, il servizio medico d'emergenza israeliano - sono segnalate in condizioni critiche. «Decine di persone sono cadute le une sulle altre» e «molte di loro sono state calpestate e hanno perso conoscenza», ha spiegato uno dei primi soccorritori dello United Hatzalah giunti sul posto.

Una delle domande a cui le autorità dovranno ora dare una risposta è: la tragedia si sarebbe potuta evitare? Istintivamente, guardando alle cifre, verrebbe da dire di sì. L'evento era stato autorizzato per un massimo di 10'000 persone, ma sul posto sono arrivati oltre 650 bus da tutto il Paese, con almeno 30'000 pellegrini a bordo. E le autorità ora vogliono vederci chiaro.

Il ministro Ohana, riporta il Times Of Israel, ha confermato che la polizia ha già avviato un'indagine e il ministero di Giustizia israeliano intende verificare se vi siano state negligenze da parte delle forze dell'ordine. Ma per Ohana si rende necessario un occhio supplementare. Il disastro «della scorsa notte è stato terribile. Ed è chiaro che sarà necessaria un'inchiesta indipendente per chiarire ogni aspetto riguardante l'organizzazione, la preparazione, le responsabilità e le infrastrutture» del tragico raduno.

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