Panama Papers, Ocse: «Ultima fortezza per gli evasori»
PARIGI - I 'Panama Papers' "hanno gettato luce sulla cultura e pratica della segretezza a Panama", l'ultima "grossa fortezza che continua a permettere di nascondere fondi offshore alle autorità fiscali e giudiziarie". Lo afferma in una nota il segretario generale dell'Ocse, Angel Gurria, sottolineando che l'organizzazione ha "costantemente e coerentemente avvertito del rischio" rappresentato dai Paesi non in linea con gli standard internazionali di trasparenza.
"Le conseguenze del fallimento di Panama nell'adeguarsi agli standard internazionali è ora emerso, alla vista di tutti - continua - Panama deve fare ordine in casa propria, implementando subito queste regole".
Fino ad oggi, ricorda l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse), sono 132 le giurisdizioni che si sono impegnate a rispettare gli standard sullo scambio volontario di informazioni in materia fiscale, e 96 quelle che introdurranno lo scambio automatico entro i prossimi 2 anni.
"Stabilire standard globali e prendere impegni è però solo il primo passo - conclude Gurria -. Un'implementazione efficace è cruciale per squarciare il velo di segretezza una volta per tutte e sradicare l'evasione fiscale".




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